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Tecnologia NFC, come funziona e di cosa si tratta

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La tecnologia NFC è presente quasi dappertutto ed in Italia è arrivata nel 2014. Il suo utilizzo non è ancora molto diffuso nel nostro Paese, ma il suo potenziale tecnologico continua ad espandersi.

NFC sta per Near Field Communication (comunicazione in prossimità) è stata sviluppata da Philips, Nokia e Sony e consiste in una tecnologia a radiofrequenza che fornisce connettività wireless (RF) bidirezionale a corto raggio (10 cm massimo) e capace quindi di mettere in comunicazione due diversi dispositivi elettronici.

La tecnologia NFC è presente quasi dappertutto ed in Italia è arrivata nel 2014. Il suo utilizzo non è ancora molto diffuso nel nostro Paese, ma il suo potenziale tecnologico continua ad espandersi.

NFC può essere integrata all’interno della SIM dei cellulari, consentendo agli operatori telefonici di inserire i servizi NFC direttamente sulla scheda stessa dei propri clienti. Può quindi essere implementata all’interno di uno smartphone attraverso un chip integrato, oppure tramite l’uso di una speciale scheda esterna che sfrutta gli alloggi delle schede microSD.

Della nuova tecnologia NFC, che permette di pagare con il cellulare si sente parlare ormai da molto tempo ed è possibile che tra non molto questa tecnica riesca a prendere piede definitivamente, eliminando dalla faccia della terra i contanti e le carte di credito. Il vantaggio principale dell’NFC, infatti, è che presto gli utenti Android potranno effettuare pagamenti ovunque, senza più dover tenere i contanti nel portafogli.

Se un utente desidera effettuare un pagamento con la NFC, deve disporre di uno smartphone con chip NFC e dell’integrazione di carte di credito, o di carte prepagate, nel suo dispositivo. Dall’altra parte occorre un POS Contactless anch’esso dotato di chip NFC; inoltre, i due dispositivi devono trovarsi a una distanza di pochi centimetri affinché la transazione possa essere eseguita. Infatti il suo funzionamento è limitato ad un raggio di circa 10 cm di distanza tra i due dispositivi mobili, anche se, per ragioni di sicurezza, spesso la distanza viene ridotta a 4 cm. Questo permette ad entrambi i dispositivi digitali di inviare e ricevere le informazioni.

L’utilizzatore troverà la voce dedicata alla funzione NFC tra le diverse opzioni di connettività all’interno delle impostazioni del suo smartphone, allo stesso modo della connettività WIFI o di Bluetooth e per poterne disporre dovrà attivarla. 

I modi in cui la tecnologia NFC può essere utilizzata sono tre:

  1. Emulazione di carta: il terminale mobile funziona come una scheda senza contatti e la scheda SIM del cellulare potrà essere utilizzata per “stoccare” informazioni cifrate e metterle in sicurezza, come nei pagamenti senza contanti o nella gestione di buoni sconto o punti fedeltà nei negozi.

  2. Lettura Tag: il cellulare equipaggiato con la tecnologia NFC è in grado di leggere dei tag, ossia delle etichette elettroniche equipaggiate con la NFC, per raccogliere informazioni, o per avviare un processo automatico sullo smartphone, come ad esempio il percorso di un museo, o per cambiare la suoneria del telefono. Per programmare il proprio tag NFC, esistono delle applicazioni mobile come NFC Task Launcher, disponibile su Google Play. 

  3. P2P (peer to peer): permette lo scambio di informazioni tra due apparecchi equipaggiati di NFC, come ad esempio uno scambio di foto tra un tablet e uno smartphone, oppure aprire la portiera della propria macchina. 

Grazie alla connettività NFC è possibile inoltre trasferire velocemente file e foto da un dispositivo all’altro, dopo aver installato File Beam su entrambi i device; attivata la connettività NFC, basta solo aprire la foto o il file e on un semplice tocco tra i due smartphone il file apparirà sul dispositivo ricevente. 

Negli Stati Uniti, in Canada e in Gran Bretagna è già possibile effettuare pagamenti con il proprio smartphone, avvicinando il chip NFC presente all’interno del dispositivo ad un apposito lettore, per trasferire il denaro direttamente al conto del beneficiario. Attualmente, per eseguire questo tipo di pagamenti è necessario installare un’App, come ad esempio Google Wallet, ma grazie ad Android Marshmallow, la funzionalità farà parte del sistema.

 

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