Amazon sta adottando una nuova politica riguardo ai resi che grazie ad un nuova opzione di rimborso potrebbe rendere il tutto più agevole e conveniente, sia per il cliente che per venditori e centri logistici: scopriamo di cosa si tratta.
Sin da quando ha fatto il proprio debutto online, Amazon ha adottato una politica di reso decisamente conveniente. In pratica i clienti del sito di e-commerce possono restituire gli articoli acquistati in qualsiasi caso, sia che si tratti di prodotti arrivati con qualche danno o difettosi, sia ovviamente nel caso vi sia stato un’errore di spedizione (articolo sbagliato o non conforme alla descrizione) sia nel caso in cui non trovi soddisfacente l’acquisto in base alle proprie aspettative.
Per avviare il reso basta avviare l’apposita procedura dal sito o dall’app di Amazon, spiegare quali sono le motivazioni che hanno portato ad una simile richiesta – parte necessaria per sapere se l’articolo in questione va smaltito, ricondizionato o rimesso in vendita come nuovo o di seconda mano – e scegliere quale opzione di restituzione richiedere tra ritiro al domicilio e spedizione.
Ovviamente viene richiesto all’utente che il prodotto venga imballato in maniera sicura e che venga applicata un’apposita etichetta (in alternativa si può utilizzare un QR Code da fare scannerizzare alle Poste per generarne una) per far sì che il pacco torni al punto di partenza per i controlli e lo smistamento.
In generale la restituzione della somma avviene immediatamente dopo la spedizione del pacco, ma può succedere che Amazon voglia controllare il prodotto e che l’importo venga restituito entro e non oltre i 14 giorni. Ci sono casi in cui – ad esempio quando il prodotto è difettoso o quando si tratta di un articolo dal costo basso – Amazon procede al rimborso senza richiedere indietro il prodotto.
L’approccio di Amazon ai rimborsi è basato sulla consapevolezza che tra le miriadi di spedizioni effettuate ogni giorno possa capitare che un articolo venga danneggiato durante il trasporto, che risulti difettoso o che – se inviato da un’esterno che si appoggia ad Amazon – non sia conforme alla descrizione fornita.
Pagare il rimborso dunque è preferibile sul lungo termine, sia perché si rende nella maggior parte dei casi giustizia al cliente, sia perché in questo modo si ottiene la fiducia del cliente stesso, il quale è maggiormente disposto a spendere sulla piattaforma di e-commerce, consapevole che in caso di minimo problema non perderà il denaro speso.
Nelle prossime settimane e mesi, Amazon potrebbe modificare leggermente la propria politica di reso. Ultimamente è stata infatti introdotta la funzione del reso parziale, ovvero del rimborso di una parte della spesa nel caso in cui il cliente accetti di tenere il prodotto acquistato. Poniamo il caso che il prodotto non soddisfi semplicemente le aspettative, il cliente potrebbe comunque utilizzarlo e ottenere uno sconto notevole sull’acquisto.
Amazon di contro ottiene in questo modo una diminuzione del carico dei resi e abbatte al contempo il numero di prodotti che potrebbero rimanere invenduti tra quelli che entrano a far parte del warehouse (il settore dedicato a prodotti di seconda mano o ricondizionati), creando un vantaggio per tutte le parti.
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