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Razzo cinese preoccupa l’Italia: quando e dove potrebbe cadere

Published by
Pasquale Conte

Preoccupa il razzo cinese, modulo largo 30 metri che sta viaggiando a 27.600 km/h dallo spazio ed è fuori controllo. Ecco quando e dove potrebbe cadere

Il razzo cinese che rischia di colpire l’Italia (screenshot YouTube)

Decollato il 29 aprile da Pechino, il Long March 5B ha il compito di portare in orbita il primo modulo della futura stazione spaziale “Tiangong”. Largo 30 metri, sta viaggiando al momento a 27.600 km/h dallo spazio ed è diretto sulla Terra. Un rientro però incontrollato, che potrebbe portare a gravissimi danni. Ancora non si sa di preciso in quale punto si schianteranno i rottami, e gli esperti sono allarmati.

C’è una possibilità che l’abbattimento avvenga in Italia, e più precisamente nella zona del Centro-Sud. Ad oggi, comunque, non ci sono ancora certezze né sulla data né sul luogo del rientro in Italia del razzo cinese. È stato pronosticato l’8 maggio come possibile giorno, con un’approssimazione di 24 ore circa.

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Razzo cinese, i possibili pericoli legati allo schianto

Ecco quando e dove potrebbe avvenire lo schianto (screenshot YouTube)

Un razzo cinese largo 30 metri, che al momento viaggia a 27.600 km/h dallo spazio e dovrebbe schiantarsi sulla Terra nel giro delle prossime 24/48 ore: è allarme totale tra gli scienziati. Pare che – tra le varie possibilità – ci sia anche la zona Centro-Sud dell’Italia. Ma quali pericoli ci sono per un modulo fuori controllo di questa matrice? A rassicurare tutti c’è l’atmosfera, che dovrebbe fungere da scudo per il suolo terrestre e smaterializzare gli oggetti provenienti dall’esterno. Non è però assicurato che i gas riescano a bruciare i frammenti del modulo cinese. Vedere i resti finire su una zona abitata rimane un’ipotesi molto pessimistica, ma non impossibile.

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Stando a quanto riferisce Holger Brad – a capo dell’Ufficio del Programma per la Sicurezza dell’Agenzia Spaziale Europea – il 40% del materiale del razzo dovrebbe resistere all’impatto aereo. Inoltre, a livello di statistica le probabilità che un essere umano venga colpito sono stimate in una su diversi trilioni.

In caso di drammatico schianto al suolo, comunque, non si tratterebbe del primo episodio di questo tipo. Nel febbraio del 2003, 90mila chili di detriti spaziali finirono nel Texas, senza però ferire nessuno.

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Pasquale Conte

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