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Questo tablet ha un modo geniale per bloccare gli hacker che vogliono spiarti: dovrebbero farlo tutti

Published by
Pasquale Conte

Questo nuovo tablet ha un metodo geniale per la protezione dagli hacker che vogliono spiarci. Ecco di che cosa si tratta.

Non solo smartphone e PC, anche i tablet stanno venendo presi sempre di più di mira da hacker e cybercriminali. E non poteva essere altrimenti, tenendo conto del fatto che questi dispositivi sono ormai sempre più diffusi e riescono a contenere migliaia di dati personali ed informazioni sensibili che potrebbero far comodo ai malintenzionati.

Ecco in che modo questo tablet proteggerà gli utenti dagli hacker Cellulari.it

Ecco dunque che, anche in questo caso, è sempre bene mettere in campo tutte le mosse di prevenzione e di protezione possibili. Oggi vi parliamo di un nuovo tablet che può venirvi incontro. In che modo? Con un nuovo metodo geniale che dovete conoscere e provare subito. Potrebbe rappresentare la svolta definitiva in questo senso, se tutto dovesse andare come da programma possiamo aspettarci già nei prossimi mesi che il trucchetto venga emulato anche da altre realtà del settore. Ecco di che cosa si tratta e in che modo si potrà sfruttare lo strumento.

Addio hacker su questo tablet: il nuovo metodo di protezione

La grande protagonista di tutto questo non poteva che essere Apple, una delle aziende che più negli ultimi anni sta puntando sulla protezione della privacy dei propri utenti. E in tal senso, da poco è emerso un rumor interessante riguardante una nuova funzionalità pensata per scacciare gli hacker e i cybercriminali dai propri tablet.

La novità di Apple per gli iPad Pro M4 è tutta da scoprire (screenshot Apple) – Cellulari.it

E nello specifico, l’iPad Pro M4 appena lanciato avrebbe una funzione di aggiornamento della privacy tutta da scoprire. Scoperta da Guilherme Rambo, si chiama Secure Indicator Mechanism (SLM) ed è un sistema che mai si era visto prima. In parole povere, ogni volta che si utilizza il microfono o la fotocamera ci sarà un punto indicatore corrispondente che viene reso nell’hardware. Così facendo, è molto meno probabile che un molare o un’app infetta possano accedere ai sensori all’insaputa degli utenti.

In realtà, la funzione in questione è disponibile già dal 2020 con iPadOS 14. Ma nessuno se n’è mai accorto. Ogni volta che viene utilizzato un sensore, ci sono dei punti arancioni o verdi che informano gli utenti che un’app li sta sfruttando. La grossa differenza con gli iPad Pro M4 è che ora gli indicatori sono legati all’hardware e non più al software. Per avere un sistema di sicurezza che migliora la privacy in misura maggiore rispetto alle precedenti versioni del sistema operativo.

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Pasquale Conte

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