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Puoi ridurre legalmente le tasse per aumentare il tuo stipendio: ecco come devi fare

Published by
Valeria Scirpoli

Vuoi aumentare il tuo stipendio e pagare meno tasse? Il metodo legale per farlo. 

Il sogno di tanti lavoratori sarebbe quello di aumentare lo stipendio riducendo le tasse da pagare. Con degli accorgimenti si può riuscire in questo intento grazie ad alcune agevolazioni, quindi in modo del tutto legale. 

Puoi ridurre legalmente le tasse per aumentare il tuo stipendio: ecco come devi fare – cellulari.it

Infatti, ogni mese i dipendenti si vedono trattenere una parte del loro stipendio dal datore di lavoro. Si tratta delle ritenute inerenti alle imposte sui redditi che è necessario effettuare periodicamente, e delle trattenute previdenziali che serviranno per erogare la pensione. Come ridurre le tasse in busta paga?

Come ridurre le tasse da pagare e aumentare lo stipendio?

Ogni mese il datore di lavoro trattiene parte dello stipendio dalla busta paga e, in qualità di sostituto d’imposta, effettua i versamenti per nome e per conto del dipendente. È possibile in alcuni casi risparmiare un po’ su questo e ricevere dunque uno stipendio leggermente più alto.

Come ridurre le tasse da pagare e aumentare lo stipendio? – cellulari.it

Come sappiamo, i lavoratori devono versare i contributi previdenziali all’INPS, che servono per far maturare la pensione, l’Irpef, l’addizionale Irpef regionale e comunale, i contributi Inail. Quindi, come fare a ridurre le tasse che gravano direttamente sulla busta paga? In modo totalmente legale, il contribuente deve chiedere l’accesso alle detrazioni fiscali sull’Irpef presentando la dichiarazione dei redditi con il Modello 730/2025 o il Modello Redditi PF, dove inserire tutti i compensi percepiti nel corso del 2024.

Si può presentare la documentazione telematicamente attraverso il portale dell’Agenzia delle Entrate o rivolgendosi ad un Caf o ad un intermediario abilitato. L’articolo 13 del TUIR determina le regole e a quanto ammontano le detrazioni: queste cifre non vanno a ridurre la base imponibile (che viene utilizzata per effettuare il calcolo dell’Irpef), ma si sottraggono direttamente dal tributo che deve essere versato all’Agenzia delle Entrate e che viene trattenuto direttamente dalla busta paga.

Le detrazioni previste per i lavoratori

Il Dlgs 216/23 ha introdotto alcune importanti modifiche alle regole relative alle detrazioni fiscali, prevedendo che queste siano inversamente proporzionali al reddito che viene percepito dai contribuenti fino ad un importo pari a 50.000 euro. Oltre questa cifra non sono previste delle detrazioni.

Le detrazioni previste per i lavoratori – cellulari.it

Le detrazioni previste sono:

  • per chi ha un reddito inferiore a 15.000 euro, la detrazione massima è pari a 1.955 euro, non può essere inferiore a 690 euro, che sale a 1.380 euro nel caso in cui ci siano dei rapporti a tempo determinato o quando, nel corso dello stesso anno, siano presenti più rapporti a tempo determinato e indeterminato
  • per chi ha un reddito compreso tra 15.000 e 28.000 euro, la detrazione è pari a 1.910 + 1.190 * (28.000 – reddito complessivo) / 13.000
  • per chi ha un reddito compreso tra 28.000 e 50.000 euro, 1.910 * (50.000 – reddito complessivo) / 22.000
  • se il reddito superi i 50.000 euro, non è prevista alcuna detrazione.

Il reddito deve sempre essere calcolato al netto dell’abitazione principale e delle relative pertinenze. La detrazione aumenta di 65 euro se il reddito complessivo è compreso tra 25.000 e 35.000 euro. Il contribuente può accedere alle detrazioni fiscali se nel corso del 2024 ha percepito:

  • redditi da lavoro dipendente
  • compensi percepiti dai lavoratori soci di cooperative, entro i limiti dei salari correnti maggiorati del 21%
  • indennità e compensi che sono stati percepiti a carico di terzi dai dipendenti, purché i compensi siano svolti mentre si svolgeva questa attività
  • somme percepite a titolo di borsa di studio, assegno o premio erogato per lo studio o l’addestramento professionale;
  • remunerazioni dei sacerdoti
  • importi percepiti, anche quando sono arrivati sotto forma di erogazioni liberali, nel momento in cui vengono effettuati dei lavori di amministratore, sindaco o revisore di società
  • importi ricevuti attraverso l’assegno previdenziale.

Quindi ecco come il lavoratore può aumentare il suo stipendio legalmente, riducendo le tasse da pagare.

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Valeria Scirpoli

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