Chi fa uno di questi lavori potrebbe andare in pensione anticipata ben 5 anni prima rispetto al previsto: i dettagli da conoscere per sfruttare questa opzione
Tra chi è già in pensione ed è interessato all’assegno mensile, chi sta per andarci e vuole capire qual è la miglior formula per lui (o che comunque può sfruttare) e chi, invece, è preoccupato per il suo futuro (ovvero i giovani lavoratori), il tema delle pensioni è decisamente uno dei più dibattuti.

In merito, si aspettano novità anche sul fronte legislativo, ma intanto i cittadini prendono atto del sistema pensionistico attualmente in vigore, oltre a restare molto attenti circa gli importi pagati per chi già percepisce l’assegno.
Chi è in procinto di andare in pensione dovrebbe però sapere che, in determinati casi, è possibile accedere ad una pensione anticipata che ci permette di lasciare il nostro lavoro 5 anni prima rispetto agli standard previsti: come fare per sfruttare questa opzione? E soprattutto: quali sono i requisiti?
Pensione anticipata di 5 anni per queste categorie di lavori: ecco come è possibile ottenerla
Come ricorda anche il sito investireoggi.it, attualmente in Italia sono attive ben tre misure che permettono ai lavoratori di andare in pensione in anticipo: lo scivolo per lavoro usurante, la Quota 41 (per lavoratori precoci) e l’Anticipo Pensionistico Sociale. Per quanto riguarda la prima, lo scivolo per lavoro usurante, possono andare in pensione anticipata tutti quei lavoratori che effettuano mansioni di manovalanza, come ad esempio lavori in gallerie, cave e miniere, oppure i lavoratori del vetro, lavori in cassoni ad aria compressa, in spazio stretti, attività da palombaro e altre connesse all’asportazione di amianto.

Rientrano in questa categoria anche addetti al lavoro notturno, alla linea di catena e conducenti di mezzi di trasporto pubblici (con capienza di almeno 9 passeggeri). I requisiti per sfruttare questa opzione sono l’aver compiuto almeno 61 anni e 7 mesi di età, 35 anni di contributi versati e il raggiungimento di quota 97,6 (somma tra età e anzianità contributiva). Questi stessi lavoratori, insieme ad altri (personale sanitario, netturbini, addetti pulizia, camionisti, macchinisti etc…), possono poi sfruttare anche Quota 41, per cui è necessario aver maturato 41 anni di contributi, senza limite minimo di età.
L’Ape sociale è invece una formula destinata a chi compie lavori non usuranti, come i precedenti, ma gravosi; per sfruttarla servono almeno 63 anni e 5 mesi di età e 36 anni di contributi, con attività lavorativa gravosa svolta per 7 degli ultimi 10 anni, o per 6 degli ultimi 7 anni.