Le future password dei dispositivi elettronici saranno del tutto diverse rispetto a come le conosciamo. Come cambieranno?
L’avanzamento tecnologico ed informatico non ha riguardato soltanto lo sviluppo di nuovi device in grado di facilitare la vita degli esseri umani, ma anche l’inserimento di strumenti differenti dai soliti con cui difendersi facilmente. Un tempo si utilizzavano password parecchio semplici da individuare, è vero, tuttavia l’introduzione di mezzi di sicurezza più efficienti ha garantito una maggiore stabilità rispetto a prima.
Molti utenti, però, continuano ad infischiarsene utilizzando delle password che possono essere tracciate facilmente, come quelle costituite da poche lettere e da numeri banali per esempio. Non è una azione tanto intelligente, specialmente se il nostro obiettivo è quello di proteggere un eventuale account social oppure il nostro stesso smartphone, motivo per cui sarebbe il caso di cambiare approccio il prima possibile.
Non sarà necessario ormai: si sta pensando a che cosa fare al riguardo. Pare che sia stato avviato un progetto con il preciso scopo di migliorare le password, rendendole del tutto introvabili e soprattutto essenziali dal punto di vista dell’utilizzo. La tecnologia in questione pensiamo che sia eccezionale, seppur vada studiata: provare per credere. Ma di che tipo di soluzione informatica stiamo parlando nello specifico?
Una analisi approfondita condotta nell’Università di Surrey, leggete bene, ha dimostrato che il sistema di autenticazione basato interamente sulle foto potrebbe essere una opzione valida. E quando si intende opzione valida significa che le password su testo o le verifiche per cellulari potrebbero diventare obsolete, di conseguenza non dovrebbe essere più necessario farne uso. Si chiama Tim, e a giudicare dalle prime impressioni sembra che sia parecchio intelligente come sistema. Non si è mai visto qualcosa di simile prima, il che lo rende unico.
Ma non è tutto, perché richiederebbe agli utenti di selezionare e spostare le immagini predefinite in una posizione designata al fine di superare i controlli di autenticazione. Questo preverrebbe anche attacchi di tipo shoulder surfing, attività che prevede di spiare le persone e poi di raccogliere informazioni fisiche su di loro guardando lo schermo del dispositivo elettronico che usano. Non trovate che sia una idea geniale? Non è ancora ultimato il progetto, tuttavia, tenendo conto dei progressi fatti, è molto probabile che lo sarà tra un po’ di tempo.
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