Queste monete da 100 lire valgono una fortuna: controllate i salvadanai

Una lunga, lunghissima, storia. Una storia iniziata sin dai tempi della monarchia e terminata con l’avvento dell’euro. Le monete 100 lire hanno caratterizzato l’Italia per oltre un secondo. Sin dai tempi delle monete di dei vari Vittorio Emanuele II, Umberto I, Vittorio Emanuele III, tutte monete con il valore di 100 lire.

100 lire del 1968 (Adobe Stock)
100 lire del 1968 (Adobe Stock)

Le ultime a firma regia sono state sette: Aquila sabauda (a inizi ‘900, di colore rossa), Aratrice, Fascione, Vetta d’Italia, Italia su prora, Littore, grande e piccolo.

Le 100 lire nell’era repubblicana

Moneta da 100 lire (Adobe Stock) (1)
Moneta da 100 lire (Adobe Stock) (1)

Finita la monarchia, sono state emesse altre sette monete da 100 lire, quattro di queste commemorative. Ognuno adesso ha un valore, chiaramente, maggiore. In certi casi molto di più.

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Due i tipi di Minerva. La prima è stata prodotta dal 1955 al 1989: controllo rigato, acmonital, diametro di 27,8 millimetri, peso 8 grammi. Sul dritto riporta una testa di Italia laureata (simile a quella delle 50 lire), sul rovescio una raffigurazione della dea Minerva, da cui prende il nome. La seconda comincia a circolare dal 1990: stessi soggetti, più piccola (8,3 millimetri e 3 grammi di peso, a causa del limitato potere di acquisto.

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La moneta con la scritta Prova collocata sul lato inferiore destro, coniata nel 1954 è introvabile, mai immessa in circolazione. Le 100 lire Minerva (primo tipo) dal 1956 valgono 120/150 euro (il Fior di Conio), in condizioni splendide non arriva a 20. Le monete da 100 lire (Minerva) dal 1957 al 1961 possono valere 500/650 euro. Quelle dal 1962 e 1963 fra i 100 e i 180 euro. Le Minerva tra il 1964 al 1967, sono sulle 50 euro, in modeste quelle coniate dal 1968 al 1989, da uno a tre euro.

Dal 1993 ecco le monete da 100 Lire, Turrita. Materiale diverso (Cupronichel), 22 millimetri di diametro, 4.5 grammi di peso. Il dritto riproduce una raffigurazione di Italia Turrita circondata dall’iscrizione “REPVBBLICA ITALIANA“, sul rovescio rami di ulivo, un delfino, un gabbiano e una spiga, il millesimo ed il segno di zecca. Quella del 1993 si aggira dai 10 ai 50 euro.

Discorso a parte meritano le 100 lire commemorative: Guglielmo Marconi, due tipi di FAO, quelle dell’Accademia Navale di Livorno.

La Zecca dello Stato ha coniato tre versioni di 100 lire, Guglielmo Marconi. La prima versione di prova, in argento 986, è molto rara e può valere più di 500 lire; quella in Acmonital dipende: con la scritta Prova 150-250 euro, altrimenti un euro o poco più.

Alla FAO furono dedicate due tipi di 100 lire, una con la base di Minerva, l’altra di Turrita. Modesti entrambi i valori attuali, intorno all’euro. Non di più. così come le 100 lire dell’Accademia Navale di Livorno, coniate nel 1981 per festeggiarne il centenario.