Ormai settembre è arrivato, ed è tempo di grandi novità. Anche in Italia e anche soprattutto per i cittadini italiani, che se la dovranno vedere con alcuni cambiamenti importanti per ciò che riguarda il lavoro dipendente
Con lo scoppio dell’emergenza pandemica e tutte le conseguenti restrizioni del caso, il nostro modo di vivere la quotidianità – e non solo – è cambiato per sempre. E non poteva essere altrimenti, vista la mole di abitudini che poco avevano a che vedere con le norme sanitarie e le misure per evitare di far espandere il virus. Rientra in questo discorso il mondo del lavoro.
Lo smartworking è ormai da tempo diventato realtà, ed è stato anzi incentivato a lunghe riprese dal governo stesso. Con l’arrivo del mese di settembre e una situazione a livello sanitario che sembra essere tornata sotto controllo, sono in arrivo anche grossi cambiamenti per ciò che riguarda il mondo del lavoro. Ecco tutte le nuove regole aggiornate, al quale dovranno sottostare i cittadini residenti in Italia.
Forse ancora non lo sapevate, ma dal 1° settembre sono entrate in vigore numerose regole aggiuntive per ciò che riguarda il lavoro in presenza e da remoto. Modifiche necessarie, considerando che l’emergenza pandemica è ormai lontana dal suo picco peggiore e i numeri sono lì a dimostrarlo.
In sostanza, non ci sarà più la cosiddetta formula agile senza un preventivo accordo individuale tra il datore di lavoro e il dipendente. Per le aziende, invece, non sarà più necessario inviare il tutto al Ministero del Lavoro. Basterà l’elenco dei lavoratori impiegati in modalità agile, senza oneri aggiuntivi.
Va comunque precisato che sarebbe errato parlare di un ritorno totale alle regole pre-Covid. Le norme saranno più blande e garantiranno maggiori libertà. Importante anche l’entrata in vigore del protocollo nazionale del lavoro agile, che richiede la dichiarazione della durata dell’accordo, dell’alternanza ufficio/remoto, dei luoghi in cui si svolgerà il lavoro in modalità agile, i termini dello smartworking, gli strumenti di lavoro, i tempi di riposo, il diritto alla privacy, l’attività formativa e i diritti sindacali. L’ultimo punto riguarda poi i lavoratori fragili, che non potranno più sfruttare lo smartworking come modalità di lavoro ordinaria. Nei prossimi mesi potrebbero comunque esserci ulteriori novità in questo senso, con la volontà da parte del Governo di riformulare le modalità di lavoro da remoto anche fuori dall’emergenza pandemica.
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