“Posso diventare il vostro testimonial?”. “No, grazie”. Deve essere andata così, a grandi linee, la “trattativa” lampo tra il giovane cantante Justin Bieber – idolo pop delle teenager – e il produttore BlackBerry. Il retroscena è stato svelato da Vincent Washington, senior business development manager di BlackBerry dal 2001 al 2011.
Bieber, canadese come BlackBerry (in quegli anni ancora RIM), si era offerto alla multinazionale per 200 mila dollari e 20 smartphone. “Il ragazzo – ha raccontato Washington al Bloomberg Businessweek – fu giudicato dal team marketing del gruppo una moda passeggera, destinata a finire presto nel dimenticatoio”. Una scelta forse poco lungimirante, che avrebbe certamente generato una coda di polemiche – soprattutto per un brand con una forte aura business – ma che avrebbe potuto garantire ai device una discreta spinta nel segmento consumer dal target più giovane.
A guidare la comunicazione e ad approvare ogni decisione riguardante le partnership in BlackBerry c’era Frank Boulben, uno dei due silurati illustri dal nuovo ceo John Chen, nonché ex membro del CdA, ideatore dello “strano” spot del Superbowl e primo promotore dell’ingresso in società di Alicia Keys nel ruolo di creative director (con risultati ad oggi discutibili).
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