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Honor rischia grosso: negli Stati Uniti si chiedono pesanti provvedimenti

Published by
A. Roberto Finocchiaro

Honor come Huawei: è questa la richiesta che proviene dagli Stati Uniti, pronti a una nuova pesantissima stretta contro le aziende cinesi.

Honor potrebbe finire come Huawei? (Screenshot)

Divincolarsi da Huawei potrebbe non bastare. Gli Stati Uniti meditano una nuova stretta e a farne le spese potrebbe essere stavolta Honor, l’ex controllata del gigante di Shenzhen. Stando a quanto riportato dal quotidiano South China Morning Post, diversi politici repubblicani americani rappresentati da Michael McCaul – membro della commissione per gli affari esteri – starebbero pressando il governo affinché Honor subisca il medesimo trattamento di Huawei. Vale a dire il taglio definitivo da qualsivoglia rapporto commerciale (sia sul fronte hardware che su quello software) con aziende attive negli Stati Uniti.

Una bella gatta da pelare per un brand che punta invece a prendere il posto dell’ex controllante, grazie alla possibilità di utilizzare il sistema operativo Android (o meglio, i Google Mobile Services, che offrono una piena compatibilità con le app di Big G e di tutte quelle basate su tali standard) e i fornitori più importanti del panorama tecnologico, tra cui anche Qualcomm.

Honor come Huawei? Il pugno duro di alcuni politici statunitensi

Honor Magic 3 sarà basato su Android e avrà pieno supporto ai servizi Google (Screenshot)

Secondo le ricostruzioni offerte dalla fonte, alla base delle pressioni ci sarebbe lo stesso leitmotiv sul quale poggia il ban di Huawei: una minaccia alla sicurezza degli Stati Uniti, proprio perché controllata in passato dalla stessa Huawei. Il membro della commissione per gli affari esteri americano avrebbe peraltro messo in dubbio la stessa legittimità dell’operazione che ha portato Huawei a cedere Honor per un giro di affari di 15 miliardi di dollari: “una vendita frutto di ragionamenti politici e non invece economici”, avrebbe affermato il politico statunitense durante un’udienza al Dipartimento del Commercio.

Cosa accadrà adesso? Nell’immediato nulla, trattandosi per il momento di chiacchiericci che dovranno trovare riscontro pratico. Ma il fatto che se ne parli non è ovviamente un buon segno per Honor, che proprio in quest’ultimo periodo sta limando gli ultimi dettagli in vista dell’esordio del suo nuovo flagship.

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A. Roberto Finocchiaro

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