Google+torna+sui+propri+passi+e+ripristina+una+funzionalit%C3%A0+a+lungo+richiesta
cellulariit
/google-torna-sui-propri-passi-e-ripristina-una-funzionalita-a-lungo-richiesta/amp/
Google

Google torna sui propri passi e ripristina una funzionalità a lungo richiesta

Published by
Pasquale Conte

Dopo le innumerevoli critiche ricevute nelle settimane passate, Google ha deciso di fare un passo indietro e di rendere nuovamente disponibile un’importante funzionalità. Per la gioia dei consumatori 

Ve ne avevamo già parlato qualche settimana fa. Google aveva preso la decisione di rimuovere la lista dei permessi richiesti dalle app Android sul proprio Play Store. Una rimozione che aveva provocato non poche critiche da parte di consumatori e sviluppatori, tanto da aver fatto cambiare idea persino a Big G.

Una grossa modifica sta per arrivare sul Play Store di Google, a seguito delle numerose critiche ricevute (Adobe Stock)

Il tema in generale ha a che fare con la privacy degli utenti, ed era normale che se ne sarebbe parlato. L’azienda di Mountain View aveva deciso di sostituire il tutto con una sezione “Sicurezza dei dati”, dove però veniva modificato anche il responsabile di cosa veniva comunicato agli utenti. E quindi il responsabile di eventuali comunicazioni errate.

Google ripubblica la lista dei permessi, già abbandonata “Sicurezza dei dati”

Torna la lista dei permessi nella pagina delle app, mentre non è chiaro che fine farà la sezione Sicurezza dei dati (Adobe Stock)

Alla fine, Google ha deciso di pubblicare nuovamente la lista dei permessi per le app sul Play Store, abbandonando la sezione “Sicurezza dei dati”. In ogni pagina vi era un elenco con le varie componenti del telefono o del tablet alle quali l’applicazione poteva accedere (es. fotocamera, rubrica e così via). Un elenco che veniva stilato direttamente da Big G tramite il cosiddetto sistema del “Manifest”.

Non troppo tempo fa, il tutto è stato sostituito da “Sicurezza dei dati”. Una scheda dove si possono trovare i dati ai quali può accedere l’app e i motivi. Dunque una soluzione sulla carta migliore ma che, considerato che viene compilata dallo sviluppatore, risulta essere una sorta di “autocertificazione”. Viste le numerose critiche, alla fine Big G è tornata sui propri passi. Ma cosa ne sarà ora di “Sicurezza dei dati”? La speranza è che venga lasciata, insieme al ripristino della lista scritta da Google. Staremo a vedere in che modo deciderà di muoversi l’azienda per accontentare tanto gli utenti quanto gli sviluppatori.

Published by
Pasquale Conte

Recent Posts

  • Guide

IT-Wallet si espande: nuovi documenti e servizi privati nell’app IO

L'articolo esplora l'espansione dell'app IO e dell'IT-Wallet, che ora accoglie nuovi documenti e servizi privati,…

2 settimane ago
  • Guide

Claude Mythos 5: l’uso di false identità per diffondere malware su GitHub

L'articolo esplora come gli attacchi alla supply chain su GitHub sfruttano la fiducia degli sviluppatori,…

2 settimane ago
  • Guide

WhatsApp: Introduzione delle Chat Secondarie e Altre Innovazioni per i Gruppi

WhatsApp introduce chat secondarie nei gruppi per organizzare meglio le conversazioni, ridurre il rumore e…

2 settimane ago
  • Guide

Rinvio del Lancio di RFA One: Problemi Tecnici Ostacolano il Debutto del Primo Razzo Orbitale Britannico

Il Regno Unito si avvicina al suo primo lancio orbitale verticale, nonostante il rinvio del…

2 settimane ago
  • Guide

OpenAI e i Nuovi GPT-5.6: Maggiore Efficienza Proclamata, ma senza Dati Concreti a Supporto

OpenAI promette miglioramenti di efficienza con il nuovo GPT-5.6, ma senza dati verificabili o benchmark…

2 settimane ago
  • Guide

AI Act: Dal 2 Agosto, obbligo di trasparenza per i contenuti generati da Intelligenza Artificiale

Dal 2 agosto 2026, i contenuti generati o modificati dall'IA dovranno avere un'etichetta chiara, introducendo…

3 settimane ago