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Google Pixel, arriva la misurazione dei parametri vitali: i dettagli

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A. Roberto Finocchiaro

Google implementa la misurazione dei parametri vitali all’interno dei suoi smartphone: gli utenti potranno monitorare la frequenza respiratoria e quella cardiaca utilizzando le fotocamere dei Google Pixel.

(AdobeStock)

I Google Pixel si arricchiscono di una nuova funzionalità: trattasi della misurazione della frequenza cardiaca e respiratoria. Una aggiunta resa possibile facendo leva su due elementi già presenti all’interno dello smartphone, di cui uno hardware (peraltro fondamentale): il comparto fotografico (tanto quello principale quanto il frontale dedicato ai selfie), di concerto con l’applicazione proprietaria Google Fit.

Non sappiamo se le caratteristiche di cui si discorre costituiranno prerogativa degli ultimi Google Pixel, oppure se saranno estese anche appannaggio dei restanti modelli commercializzati in passato: è tuttavia probabile immaginare un iniziale periodo di esclusività a beneficio di Pixel 4a 5G e Pixel 5.

SULLO STESSO ARGOMENTO >>> Recensione Google Pixel 4a 5G: il meglio di Google per pochi

Le fotocamere dei Google Pixel permetteranno di misurare i parametri vitali

Google Pixel 4a 5G

Ma come funzionerà la misurazione dei parametri vitali? Come evidenziato dal gigante di Mountain View tramite un apposito comunicato stampa divulgato in queste ore, bisognerà innanzitutto distinguere il monitoraggio della frequenza respiratoria da quella cardiaca: nel primo caso, sarà infatti sufficiente posizionare la testa e una parte del busto davanti alla fotocamera frontale, mentre nell’ipotesi di misurazione della frequenza cardiaca si dovrà poggiare un dito su un sensore della fotocamera posteriore. In tutt’e due i contesti, la misurazione avverrà tramite apposite opzioni inserite all’interno del rinnovato Google Fit, il quale terrà altresì traccia dei dati registrati dall’utente durante il corso del tempo.

Google tiene comunque a precisare che la rilevazione dei dati non potrà essere utilizzata ai fini clinici, stante anche l’assenza di sensori appositamente dedicati allo scopo. Tuttavia, i risultati registrati dall’app saranno comunque grossomodo attendibili: a titolo esemplificativo, la misurazione della frequenza cardiaca poggerà su alcuni dati rilevanti, come l’età dell’individuo, l’illuminazione, la tonalità della pelle, registrando approssimativamente il flusso sanguigno in base al colore dei polpastrelli.

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Le nuove funzioni vitali saranno disponibili sui Google Pixel a partire dal mese di marzo: probabile, a questo punto, attendere un apposito aggiornamento software degli smartphone di Google supportati e un update sul Play Store della stessa app Google Fit, per l’appunto necessario per sbloccare le apposite voci legate al monitoraggio.

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A. Roberto Finocchiaro

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