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Google Foto diventa a pagamento da giugno. Ma…

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Antonino Gallo

I giorni dell’archiviazione gratuita illimitata stanno volgendo al termine. Come già annunciato a novembre dal Colosso di Mountain View, Google Foto smetterà col suo servizio gratuito, diventando a pagamento, a partire dal Primo Giugno.

Google Foto (Adobe Stock)

Una data spartiacque, dunque. Bisognerà pagare per i caricamenti, ma solo dopo aver raggiunto 15 GB di spazio di archiviazione sulla piattaforma. La buona notizia è che le foto e i video esistenti caricati sulla piattaforma prima del 1 ° giugno non verranno conteggiati per il limite di 15 GB, ma solo quelli caricati dopo.

Google: “L’80% degli utenti di Foto non raggiungerà i 15 GB per almeno altri tre anni”

Google Foto, il logo (Adobe Stock)

Ciò significa che non sarà necessario iniziare a eliminare i contenuti già da ora. Mountain View l’aveva già spiegato: impossibile sostenere il servizio totalmente gratuito, nato nel 2015, con moli di dati così elevate nel lungo periodo.

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La verità, tuttavia, che molti utenti non dovranno mai pagare comunque. Al massimo poche somme di denaro. Secondo Google, infatti, l’80% degli utenti di Foto non raggiungerà i 15 GB per almeno altri tre anni. La soglia dei 15 Gb sarà conteggiata a partire dai contenuti salvati sul servizio di “cloud storage”, cioè di memorizzazione in remoto, sempre da giugno. In pratica, l’upload dei file andrà a consumare lo spazio di archiviazione concesso gratuitamente di base da Google per ogni account, i famigerati 15 GB.

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La seconda buona nuova è che, anche nel caso in cui si dovesse pagare, le commissioni rimarranno molto ragionevoli. Un piano da 10 GB costerà 2 dollari al mese, 3 dollari per 200 GB, 10 dollari al mese per 2 TB o fino a 150 dollari al mese per 30 TB.

Un esempio per tranquillizzare tutti coloro che fanno uso assiduo di Google Foto. Il “corrispettivo” di Apple, offre solo 5 GB di spazio di archiviazione iCloud gratuito, ma molti utenti non raggiungono mai quel limite. Ovviamente dipende anche da come incideranno nel bilancio totale gli altri servizi del proprio account che si appoggiano a quello spazio gratuito, da Drive a Gmail con i suoi allegati.

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Antonino Gallo

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