Dopo Twitter, che nelle settimane passate aveva annunciato provvedimenti a riguardo, anche Google si rende disponibile a fornire una soluzione per contrastare il Revenge Porn, ovvero la pubblicazione di foto e video a luci rosse dei propri ex partner.
Un fenomeno in crescita che porta disagi e problemi notevoli alle vittime di questa vendetta multimediale, odiosa e soprattutto quasi impossibile da estirpare.
Ad essere colpiti, ex partner cosi come ignari utenti o studenti, che spesso finiscono per diventare vittime di Whatsapp per poi finire in rete.
Per tentare di metterci una pezza, Google predisporrà nelle prossime settimane, alcuni strumenti simili a quelli attivati per il cosiddetto oblio online, ovvero la possibilità di cancellare determinati risultati di ricerca su richiesta dei diretti interessati.
Difficile ad oggi capire la portata di questo strumento che, seppure cancellando i risultati sgraditi dagli indici di ricerca di Google, non potrà però bloccare la diffusione nel deepweb e nei sistemi di file sharing.
Una volta pubblicate online foto e video, la diffusione è cosi rapida da diventare di fatto impossibile da eliminare. Video e foto rischiano di restare a disposizione di milioni di utenti anche per decenni prima di scomparire negli archivi della rete.
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