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Altro furto dati su Facebook, la “colpa” è di un bot di Telegram

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Pasquale Conte

Non c’è pace per Facebook e per i suoi utenti. Dopo il furto di 500 milioni di dati di qualche giorno fa, è stata segnalata un’altra truffa

Facebook vittima di un altro maxi furto dati degli utenti (Pixabay)

Solamente pochi giorni fa, vi abbiamo parlato della maxi truffa che ha portato al furto dati di oltre 500 milioni di utenti su Facebook tramite un bot gratuito. Nomi, cognomi, numeri di telefono, ID e tanto altro dati in pasto al web su alcuni forum.

Ma non è finita qui per il social network di Mark Zuckerberg. Stando a quanto riferito da Motherboard, un’altra truffa avrebbe colpito gli utenti. Questa volta, il “colpevole” è un bot su Telegram, che permetterebbe di ottenere altri numeri di telefono grazie ad un fattore specifico: i like messi alle pagine. Ecco tutto quello che c’è da sapere su questa ennesima truffa che ha colpito la piattaforma.

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Furto dati su Facebook, come funziona il tutto

Ecco come funziona il tutto e quali dati vengono resi disponibili (AdobeStock)

Un funzionamento leggermente diverso quello di questa truffa rispetto a quella dei 500 milioni di utenti che vi abbiamo segnalato qualche giorno fa. Nello specifico, i dati vengono resi disponibili tramite un bot di Telegram, ma sono a pagamento. Una persona interessata ad ottenere specifiche informazioni personali, deve prima iniziare una conversazione selezionando il comando /start. A questo punto, dovrà semplicemente immettere il codice identificativo della pagina Facebook in questione. Sarà il sistema congegnato dai cybercriminali ad ottenere poi le informazioni di tutti i seguaci, che poi vengono venduti. Se la pagina ha meno di 100 like, il download del file è invece gratuito.

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Come reso noto da Motherboard, comunque, non tutti i dati sono disponibili per tutti. I database dai quali accinge il bot non sono infatti completi né aggiornati agli ultimi mesi. È possibile ottenere nome, cognome, numero di telefono e genere del singolo utente. 

Un nuovo allarme per tutti gli utenti, che ancora una volta sono vulnerabili di fronte ad attacchi messi a punto da alcuni gruppi di hacker. Non c’è neanche molto da fare per riuscire a proteggersi, se non sottostare ai dovuti accorgimenti di cybersecuriti di cui si parla da sempre (non rispondere a messaggi o chiamate sospette, essere diffidenti ecc.).

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Pasquale Conte

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