Ogni nostro click lascia sul web un’impronta digitale tracciabile: si chiama fingerprinting, e sempre più applicazioni e siti web ne fanno uso. Ma cos’è il fingerprinting? Ecco spiegato come funziona e come proteggere la propria identità digitale.
Ormai è conoscenza comune: applicazioni e siti web raccolgono ogni sorta di informazioni dagli utenti, dettagli personali, le nostre coordinate GPS, e molto altro, che cerchiamo di proteggere come meglio possiamo e di non rivelare. Tuttavia, è sufficiente leggere un po più attentamente la privacy policy di qualsiasi compagnia per notare che la raccolta di dati non si ferma lì: molti altri dettagli, più difficili da proteggere, restano colti nella rete.
Il software utilizzato dal nostro dispositivo, il nostro gestore e IPS (Internet Service Provider), sistema operativo, preferenze di lingua, la misura del nostro display: sono questi i dati che formano la nostra impronta digitale online, una combinazione unica di cui lasciamo le tracce con ogni click. Il fingerprinting consiste nella raccolta di questi dati, che le compagnie confrontano ed abbinano su siti ed app per identificare gli utenti e selezionare le pubblicità e gli annunci più rilevanti.
Al di là delle motivazioni legittime per cui le compagnie possono necessitare di questi dati – ogni utente accedere a internet da dispositivi e con modalità diverse, ed è necessario conoscere i metodi di accesso di ogni visitatore per poter assicurare il corretto caricamento delle pagine web – il fingerprinting costituisce un serio problema di privacy: permette alle compagnie di tracciare senza alcuna trasparenza gli utenti, che non hanno la possibilità di controllare questa tipologia di dati, né di eliminare i dati raccolti fin’ora.
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Una volta che un sito ha rilevato la tua impronta digitale online, è possibile che continui il tracciamento fino a 100 giorni, anche se si è soliti prendere precauzioni. La rilevazioni di questi dati così difficili da nascondere avviene silenziosamente mentre si naviga online: non si può eliminare la propria impronta digitale, che resta comunque sempre la stessa, rendendo inutili anche i tentativi di raggirare il tracciamento tramite navigazione in incognito e svuotando la cache.
Al momento, la soluzione più efficace è quella proposta dal browser Brave: l’unico browser mainstream a superare il test anti-tracciamento Cover Your Tracks di Electronic Frontier Foundation. Quando si visita un sito che richiede dati che indicano un tentativo di fingerprinting, Brave acconsente, ma piuttosto che comunicare i dati “puri”, li combina con informazioni casuali e “rumore” di dati di sottofondo in modo da poter accedere al sito in sicurezza ma senza compromettere il caricamento del sito. Con questa protezione, ogni sessione ed ogni pagina web otterrà un’impronta digitale unica, una sorta di impronta “usa e getta”, impedendo il rilevamento dell’identità dell’utente nel corso della navigazione e la ricezione di pubblicità mirata.
Brave è disponibile per Windows, macOS, Linux, iOS e Android.
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