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Non solo cellulari

Dispositivi indossabili, nel futuro si alimenteranno con il movimento del corpo

Published by
Marco Liberati

Dispositivi indossabili, nel futuro non sarà più necessario ricaricarli: basterà il movimento del corpo umano per alimentare il loro funzionamento.

Gli Wearable, come vengono chiamati in inglese, sono i dispostivi che avranno maggiore diffusione nell’immediato futuro. Per quanto possa sembrare assurdo la rete 5G non è nata solo per dare maggiore velocità agli smartphone. Uno dei vantaggi della quinta generazione è quello di poter gestire molti più device contemporaneamente.

I cellulari fanno parte di questa rivoluzione, ma l’attenzione, per lo sviluppo della rete, è stato rivolto verso gli indossabili, che dovranno comunicare tra loro e verso l’esterno. Parliamo naturalmente di orologi, strumenti per la salute, ma anche occhiali per la realtà aumentata, fino ai chip sottopelle. Si tratta dell’Internet of Things, IOT. L’internet delle cose già sta invadendo le nostre case con le prese smart o con gli elettrodomestici intelligenti, ma a brevissimo, proprio grazie al 5G, ne saremo letteralmente invasi.

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I dispositivi indossabili si autocaricheranno (marketing technology)

Dispositivi indossabili, l’università Caltech ha sviluppato la ricarica con il movimento cinetico

Ma come sarà possibile ricaricare tutti questi dispositivi indossabili? Dovremo dotarci di decine di cavi e alimentatori? Per superare questo limite – e contrastare contemporaneamente il maggior consumo elettrico – sono in corso diverse ricerche in tutto il mondo. Caltetch, l’università tecnologica della California, ha creato dei sensori in grado non solo di misurare lo stato di salute di chi li indossa, ma anche di essere alimentati grazie all’elettricità prodotta dal sudore che produciamo in continuazione.

L’uomo infatti gestisce la temperatura corporea attraverso la sudorazione della pelle, soprattutto quando siamo in movimento. I ricercatori hanno quindi sperimentato alcuni sensori che immagazzinano e poi utilizzano questa energia che produciamo costantemente grazie allo sfregamento delle lamine a contatto con la pelle, composte da rame, poliammide e teflon.

L’energia prodotta, oggi, è minima, ma un microscopico condensatore provvede a immagazzinarla. Inoltre sono allo studio wearable capaci di consumare pochissima corrente elettrica, così da essere sostenibili anche da questi ingegnosi sistemi di ricarica.

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Marco Liberati

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