Dopo le mille e più leggi e leggine inutili e dannose, la rete web italiana rischia di prendere una ennesima batosta a causa della nuova Digital Tax, promessa da Renzi che dovrebbe arrivare nel web italico a partire dal 2017.
La Digital Tax mira a tassare i ricavi dei colossi informatici, Google ed Ebay in primis, tassando i loro guadagni direttamente nel mercato nel quale vengono creati, bloccando in parte l’elusione che consente oggi ai colossi del Web di pagare le tasse dove risiedono fiscalmente, solitamente paesi a bassa tassazione come Lussemburgo (nel caso di eBay ed Amazon) oppure Bahamas e similari, come nel caso delle società riconducibili a Google ed Apple.
La digital Tax dovrebbe prevedere una tassazione alla fonte pari al 25% sulle transazioni digitali che colpirebbe le società fiscalmente non residenti in Italia con una presenza continuativa non inferiore a sei mesi e per un flusso di incassi non inferiore a cinque milioni di euro.
Di fatto una Google Tax ad hoc.
Il rischio, tutt’altro che scontato, è che Google possa decidere di intervenire in maniera drastica nel nostro paese cosi come aveva fatto in Spagna in occasione della tassazione sulle Google News, che aveva portato il colosso di Mountain View a chiudere il servizio arrecando un enorme danno all’intero settore dell’editoria digitale che ha riportato perdite spesso devastanti.
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