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Cybercrime farmaci, nel 2022 sono già stati oscurati 61 siti pericolosi

Published by
Pasquale Conte

Nell’operazione portata avanti dai carabinieri del Nas in questo inizio di 2022, sono già stati oscurati 61 siti pericolosi legati al cybercrime di farmaci

Stiamo vivendo uno dei periodi più delicati in assoluto per ciò che riguarda la cybersicurezza in rete. Nel corso del 2022, i carabinieri del Nas hanno provveduto ad oscurare ben 61 siti in merito al contrasto del cybecrime farmaceutico. Questi portali erano attivi e raggiungibili anche in Italia, con una vasta offerta di vendita di farmaci di ogni tipo. Tra questi, anche alcuni contro il Covid.

Con una maxi operazione condotta dai Carabinieri del Nas, sono stati oscurati diversi siti di vendita illegale di farmaci (Adobe Stock)

“Si invitano i cittadini a diffidare dalle offerte in rete di medicinali e prodotti non autorizzati o di dubbia provenienza, mettendoli in guardia sui gravi rischi per la salute” hanno spiegato i Nas con una nota ufficiale. Il mercato virtuale sta però continuando, con l’obiettivo di procedere al fermo di altri portali nel corso dei prossimi mesi, per un’operazione sempre più ambiziosa.

Cybercrime farmaci, tutto sull’ultima operazione condotta dai Nas

Ecco tutto quello che c’è da sapere sull’operazione (Adobe Stock)

L’idea è quella di tutelare in maniera sempre più massiccia gli utenti in rete, contro la vendita illegale di farmaci. “Il mercato virtuale veicolato dalla rete internet continua a confermarsi un’importante fonte di commercio e approvvigionamento di farmaci a uso umano, molto spesso non autorizzati, con claim accattivanti e asseritamente vantanti proprietà in grado di prevenire e curare diverse patologie” hanno spiegato i carabinieri del Nas con un comunicato ufficiale.

All’interno dei portali bloccati si trovavano farmaci legati a varie indicazioni terapeutiche, che richiedono obbligo di prescrizione per l’acquisto. Alcuni sono riconducibili alla disfunzione erettile, mentre altri erano pensati per curare il Covid-19. Il tutto a base di principi attivi, soggetti a restrizioni d’uso. Per esempio, è stata rilevata la presenza dell’ivermectina. Un principio attivo per il quale l’EMA aveva emanato una nota nel marzo del 2021, raccomandandone il non utilizzo. Ora l’idea è quella di proseguire sulla stessa linea d’onda, per bloccare altri portali pericolosi per l’utenza e assicurare un mercato libero e sicuro.

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Pasquale Conte

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