Covid%2C+perdita+dell%26%238217%3Budito+tra+i+possibili+sintomi%3A+lo+rivela+uno+studio
cellulariit
/covid-perdita-udito-tra-i-possibili-sintomi/amp/
Elettronica

Covid, perdita dell’udito tra i possibili sintomi: lo rivela uno studio

Published by
Pasquale Conte

Tra i possibili sintomi del Covid, c’è anche la perdita dell’udito. Lo rivela uno studio condotto dall’Università di Manchester

Covid, perdita dell’udito tra i possibili sintomi (Adobe Stock)

Continuano gli studi e le ricerche sul Covid, virus tanto diffuso quanto (ancora) poco conosciuto. Secondo uno studio condotto dall’Università di Manchester e dal NIHR Manchester Biomedical Research Center, tra i possibili sintomi della malattia ci sarebbe anche la perdita d’udito. Nello specifico, l’indagine ha preso in esame i risultati di ben 24 studi su sintomi audio-vestibolari associati all’infezione.

Stando ai risultati riportati, la perdita di udito si è verificata nel 7,6% dei casi. “Bisogna avviare il prima possibile uno studio clinico e diagnostico per comprendere quali effetti a lungo termine può comportare il Covid sull’udito” spiega Kevin Munro, professore di Audiologia dell’Università di Manchester: “Si conoscono già gli effetti di virus come il morbillo, la parotite e la meningite sull’udito, mentre sul Sars-Cov-2 si conosce ancora troppo poco“.

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE >>> Covid-19, registrato in Italia caso di positività di un gatto alla variante inglese

Covid e perdita dell’udito: i dati dello studio

Tutti i dati emersi dalle prime ricerche a riguardo (PixaBay)

Il professor Kevin Munro ha avviato una ricerca – della durata di un anno – per capire quali conseguenze può avere a lungo termine l’infezione da Covid sull’udito delle persone ricoverate in ospedale. I numeri emersi da alcuni studi su sintomi audio-vestibolari hanno già portato a conclusioni abbastanza eloquenti: il 7,6% dei casi riporta problemi all’udito.Ho ricevuto diverse email negli ultimi mesi da parte di persone che segnalano disturbi dell’udito dopo la guarigione da Covid” ha continuato Munro, aggiungendo che:Si tratta di fattori allarmanti, che necessitano della massima cautela. Non è ancora chiaro se i suddetti disturbi siano direttamente collegabili all’infezione o ad altri fattori, come l’impiego di trattamenti per cure urgenti“.

FORSE TI INTERESSA ANCHE >>> Come riconoscere le varianti Covid: l’Oms ha fornito alcuni criteri

In una precedente indagine, lo stesso professor Munro aveva sottolineato come oltre il 13% dei pazienti dimessi dal Manchester University Hospitals NHS Foundation Trust avesse riferito un cambiamento nell’udito. I prossimi mesi saranno molto importanti per capire le motivazioni che portano a tutto questo. Più che l’infezione stessa, infatti, tra le cause attribuibili potrebbero esserci anche particolari terapie utilizzate per la cura dei pazienti.

Published by
Pasquale Conte

Recent Posts

  • Guide

IT-Wallet si espande: nuovi documenti e servizi privati nell’app IO

L'articolo esplora l'espansione dell'app IO e dell'IT-Wallet, che ora accoglie nuovi documenti e servizi privati,…

2 giorni ago
  • Guide

Claude Mythos 5: l’uso di false identità per diffondere malware su GitHub

L'articolo esplora come gli attacchi alla supply chain su GitHub sfruttano la fiducia degli sviluppatori,…

3 giorni ago
  • Guide

WhatsApp: Introduzione delle Chat Secondarie e Altre Innovazioni per i Gruppi

WhatsApp introduce chat secondarie nei gruppi per organizzare meglio le conversazioni, ridurre il rumore e…

4 giorni ago
  • Guide

Rinvio del Lancio di RFA One: Problemi Tecnici Ostacolano il Debutto del Primo Razzo Orbitale Britannico

Il Regno Unito si avvicina al suo primo lancio orbitale verticale, nonostante il rinvio del…

5 giorni ago
  • Guide

OpenAI e i Nuovi GPT-5.6: Maggiore Efficienza Proclamata, ma senza Dati Concreti a Supporto

OpenAI promette miglioramenti di efficienza con il nuovo GPT-5.6, ma senza dati verificabili o benchmark…

6 giorni ago
  • Guide

AI Act: Dal 2 Agosto, obbligo di trasparenza per i contenuti generati da Intelligenza Artificiale

Dal 2 agosto 2026, i contenuti generati o modificati dall'IA dovranno avere un'etichetta chiara, introducendo…

1 settimana ago