Era nata al termine della Seconda Guerra Mondiale. Con il nome iniziale di Osaka Denki Onkyo KK. Sì era messa subito in mostra nel mercato di audio altoparlanti e del Hi-Fi. Negli anni ’70 era una delle migliori aziende in circolazione. Dopo 76 anni di onorata carriera Onkyo dice stop, presentando un’istanza di fallimento presso la tribunale distrettuale di Osaka.
Lo rivela Nikkei Asia. Troppi numeri negativi per continuare a sopravvivere in quest’era. Il produttore giapponese di apparecchiature audio, con passività totali di circa 3,1 miliardi di yen, ossia 24 milioni di dollari.
La motivazione va ricercata sicuramente nei demeriti di Onkyo che non è riuscita a tenere il passo con i cambiamenti nel modo in cui le persone ascoltano la musica, poiché gli utenti sono passati da apparecchiature audio come i sistemi stereo compatti, un tempo il core business di Onkyo, a dispositivi come gli smartphone per i servizi di streaming.
Onkyo è rimasta sostanzialmente la stessa, non si è evoluta, da qui l’inevitabile bancarotta volontaria dello scorso marzo. Da allora, l’azienda giapponese ha sostanzialmente smesso di fare affari, tranne la gestione di una filiale peraltro già venduta. “Abbiamo cercato di mantenere l’attività su scala ridotta – si legge su Nikkei Asia – ma non siamo riusciti a impedire che i problemi di flusso di cassa peggiorassero“.
Una fine che Onkyo non meritava, ripensando per esempio al boom dell’audio come nome familiare per altoparlanti, giradischi e ricevitori stereo. Ma il mercato si è trasformato negli anni 2000 quando l’iPod e gli smartphone del lettore audio mobile di Apple sono diventati popolari. Il mercato in diminuzione delle apparecchiature audio analogiche come gli stereo set ha portato a una costante flessione degli utili.
Nel gennaio 2021, quando il deficit di capitale di Onkyo aveva sollevato la possibilità di un delisting, gli azionisti approvarono un piano per concedere stock option a un fondo di investimento nelle Isole Cayman, con il fine di raccogliere fino a 6,2 miliardi di yen in nuove azioni.
Ma solo alcune delle opzioni sono state esercitate, determinando una seconda carenza di asset consecutiva nell’anno fiscale terminato a marzo 2022, motivo per il delisting dalla Borsa di Tokyo. La società ha venduto la sua attività principale di audiovisivo domestico a Sharp e Voxx International, con sede negli Stati Uniti, e la sua attività di auricolari e cuffie a un fondo di investimento, entrambi a settembre. Si prevede che una joint venture tra Sharp e Voxx continuerà a utilizzare il marchio Onkyo.
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