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Cashback e i “furbetti del POS”: l’ultima tecnica è applicabile da casa

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Pasquale Conte

Ormai non è più un segreto: la classifica del Super Cashback è popolata dai furbetti del POS, che mettono in atto tecniche di ogni tipo

I furbetti del Cashback hanno messo a punto una nuova tecnica (Pixabay)

Con l’inizio del 2021, ha preso il via anche la prima fase del Cashback di Stato. Il Governo ha messo a disposizione rimborsi pari al 15% della spesa totale per tutti gli utenti che si registrano tramite l’app IO della Pubblica Amministrazione con i propri metodi di pagamento. Oltre a questa iniziativa, c’è anche il Super Cashback. Si tratta di una sorta di concorso con una classifica dei cittadini che hanno effettuato il maggior numero di transazioni: per i primi 100mila, è previsto un premio di 1500 euro extra.

Come era ampiamente prevedibile, sono scesi in campo i “furbetti” che, con tecniche più o meno riconosciute ed efficaci, stanno scalando la classifica generale a suon di numeri fuori dall’ordinario. Al primo posto, per esempio, c’è un utente che ha effettuato 1757 transazioni in appena 59 giorni: si tratta di una media di quasi 30 acquisti al giorno.

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Furbetti del Cashback, quali tecniche vengono utilizzate

Con la nuova tecnica, la registrazione di transazioni avviene da casa (https://io.italia.it)

Se all’ultimo posto della speciale classifica c’è chi ha registrato 111 transazioni – ossia 1,88 al giorno – a far discutere sono coloro che sono in testa. 1757 acquisti in 59 giorni sono chiaramente un dato non raggiungibile in maniera pulita. I cosiddetti furbetti del Cashback hanno ormai da tempo messo a punto alcune strategie e tecniche apparentemente molto efficaci. Come sottolineato dai vari gruppi dedicati presenti su Facebook, la via più semplice e legale è la seguente: POS senza partita IVA.

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In parole povere, basta comprare autonomamente un POS e aprire un account per ricevere denaro. Non c’è bisogno né di essere un commerciante né di emettere uno scontrino. I più furbi hanno approfittato di questa manovra del tutto legale. Se il metodo più funzionale di qualche settimana fa era fare pochi euro di benzina con decine di erogazioni, ora l’idea è la seguente: microtransazioni con una carta intestata a qualcun altro utilizzando un POS personale. In questo modo, ogni transazione sarà registrata in classifica, anche se non si sta vendendo nulla. Intanto, SumUp ha promesso contromisure in questo senso.

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Pasquale Conte

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