Sfumata proprio nelle ore decisive l’acquisizione da parte di Fairfax a causa del mancato sostegno di alcuni istituti di credito, BlackBerry si è trovata costretta a tornare sui suoi passi, accettando un investimento di 1 miliardo di dollari dalla cordata guidata da Prem Watsa.
Tutti la volevano, ma nessuno è riuscito a farsi avanti con convinzione. L’offerta del trio Lazaridis-Fregin-Cerberus Capital è stata giudicata poco allettante. Così il produttore canadese ha deciso di sottoscrivere il progetto di Watsa e di aspettare tempi migliori, ovvero la fiducia delle banche.
Nuovo business plan, nuovo amministratore delegato: Thorstein Heins saluta e ringrazia con una buonuscita da 22 milioni di dollari (sarebbero stati più di 55 se l’operazione fosse andata in porto, ndr) e subentra ad interim John S. Chen, ex Sybase e attuale membro dei board Wells Fargo e Walt Disney; un risolutore insomma.
Dunque, per il momento BlackBerry rimane quotata in Borsa e continuerà a competere nel comparto smartphone. Ma è chiaro che è ancora troppo presto per sbilanciarsi sugli effetti collaterali della cura Chen. La crisi della compagnia, infatti, sembra tutt’altro che archiviata.
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