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Non solo cellulari

La seconda vita “green” delle batterie usate: un brevetto le trasforma in smalti

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A. Roberto Finocchiaro

L’innovativo brevetto della vicentina Spirit Srl trasforma le batterie usate dei vecchi dispositivi in smalti per colorare le piastrelle. Il processo di riciclo è stato certificato dall’ECHA grazie alla preziosa consulenza di Fòrema.

L’innovativo brevetto della Spirit Srl trasforma le batterie usate in smalti per colorare le piastrelle

La rincorsa all’ultimo modello, incoraggiata dai frenetici ritmi con cui vengono scandite le nuove uscite, ci porta a cambiare i nostri smartphone con troppa disinvoltura e leggerezza, ammaliati dalle affabili sirene tentatrici delle novità tecnologiche. Eppure, i vecchi dispositivi riposti frettolosamente nel fondo dei cassetti hanno ancora un valore inestimabile, specie sotto il fronte della sostenibilità. Lo conferma l’ultima ingegnosa scoperta della vicentina Spirit Srl, che in ossequio ai principi di economia circolare ha trasformato sapientemente le batterie agli ioni di litio e NiMh (nichel-metallo idruro) incastonate dentro ai prodotti tecnologici non più in uso (telefonini, in primo luogo, ma anche tablet, laptop e persino bici e auto elettriche) in veri e propri smalti per colorare le piastrelle.

Un formidabile esempio di riciclo, avallato giuridicamente grazie alla sapiente mano della specializzata Fòrema. L’incartamento presentato dall’ente di formazione di Assindustria Venetocentro di Padova ha infatti ottenuto le fatidiche autorizzazioni dell’ECHA, l’Agenzia Europea per le Sostanze Chimiche, passaggio per inciso propedeutico in vista dell’immissione sul mercato dei prodotti derivati dalle batterie dei vecchi dispositivi elettronici. “La consulenza di Fòrema è stata importante in termini di serietà e affidabilità” – spiega il chimico Michele Cecchin, che si è speso in prima persona per far ottenere le preziose autorizzazioni – “Abbiamo lavorato in estrema riservatezza, coerentemente con la natura del brevetto, per l’appunto coperto da segreto industriale”.

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I benefici e i progetti di fine anno

La Spirit Srl punta ad arrivare entro fine anno al ragguardevole risultato di 40 milioni di tonnellate di batterie agli ioni di litio da trattare in un mese (PixaBay)

L’innovativo processo di riciclo permette di recuperare l’80% della massa di ogni singola batteria, e su questa base vengono poi ricavate le polveri di metalli, come il rame e l’alluminio. I passaggi messi in atto dalla Spirit Srl si snodano in alcune fasi centrali: in primo luogo, l’acquisto delle batterie esauste, contribuendo così in modo significativo alla riduzione dei rifiuti da destinare alle discariche; in seconda battuta, lo scaricamento, la selezione, l’apertura e la suddivisione dei componenti interni di ciascuna unità. In particolare, durante il procedimento vengono separate le polveri catodiche composte da ossidi di metalli (cobalto, nichel e rame), che fanno dunque da base inorganica per ricavare gli smalti utilizzati nel settore manifatturiero delle ceramiche.

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La Spirit Srl ha il pregio di esser uno dei primi impianti di riciclo italiani ad effettuare questo meticoloso processo. Allo stato attuale, l’azienda vicentina riesce a trattare 10 tonnellate di batterie agli ioni di litio in un mese, ma l’obiettivo è di quadruplicare il risultato già entro lo spirare dell’anno in corso.

I risvolti positivi generati a fronte di un tale brillante esempio di economia circolare sono sostanzialmente riconducibili lungo due importanti direttrici: meno batterie vanno a finire nelle discariche; ma soprattutto, si riduce l’estrazione di metalli dalle miniere presenti nei paesi africani come la Repubblica Democratica del Congo.

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A. Roberto Finocchiaro

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