Un po’ per affezione, un po’ per risparmiare perché il secondo computer (o il primo, che sia, fa lo stesso) a chilometri zero fa sempre comodo. Ma finalmente ora è arrivato un modo semplice e tutto sommato fattibile per ridagli nuova vita.
Vecchi laptop un tempo partner vitali per gaming o lavoro lavoro, toglietegli la polvere, riprendeteli dai cassetti, o in cantina. Sistemi che una volta potevano eseguire felicemente Windows, ma ora faticano a mantenersi aggiornati con il rigonfiamento del sistema operativo Microsoft. Vale tutto.
C’è sempre stata la possibilità di eseguire Linux su quei vecchi laptop, con il passare del tempo le distribuzioni gratuite del sistema operativo hanno sicuramente reso l’intero processo di installazione un’esperienza molto più semplice. Vedi Ubuntu, leggasi Zorin OS, piuttosto che Arch. Se si pensa che lo Steam Deck di Valve gira su Linux, dimostra che tutto si può riportare in vita oggigiorno.
Di recente è arrivato Chrome OS di Google. In particolare, Chrome OS Flex. E’ una versione di Chrome OS che è già stata testata su una discreta quantità di hardware, rilasciata la scorsa settimana. Questo è il codice proprietario di Google, tra l’altro, da non confondere con il progetto open source, Chromium OS.
Google ha certificato quasi 400 dispositivi con Chrome OS Flex, inclusi laptop di Acer, Asus e persino Apple. Questi i requisiti minimi per l’istallazione. Un dispositivo compatibile Intel o AMD x86-64-bit, 4GB di RAM, 16 giga di memoria interna, avviabile da chiavetta USB. BIOS: accesso amministratore completo. Bisognerà eseguire l’avvio dal programma di installazione USB di Chrome OS Flex e apportare alcune modifiche al BIOS, in caso ci fossero problemi.
Capitolo Processore e grafica: i componenti realizzati prima del 2010 potrebbero causare un’esperienza scadente. L’hardware grafico Intel GMA 500, 600, 3600 e 3650 non soddisfa gli standard di prestazioni di Chrome OS Flex. Non tutto è garantito per funzionare: webcam, lettori di impronte digitali e persino tasti funzione possono essere complicati. Assolutamente da provare prima. Per tutto il resto c’è Chrome OS Flex.
Al momento dell’avvio hai la possibilità di installarlo o eseguirlo direttamente dall’unità USB. Scegli quest’ultimo per provarlo: è un modo performante per assicurarti che funzioni effettivamente sul tuo hardware. Inoltre puoi vedere se Chrome OS fa per te.
Non ha senso sostituire Windows se scopri che trasformare un vecchio laptop in un Chromebook non è qualcosa di cui hai davvero bisogno. Tant’è. L’installazione effettiva è un po’ strana, in quanto crei l’immagine di avvio tramite un’estensione del browser Chrome, non da un’app autonoma. Perché Google, ovviamente. Tuttavia, funziona ed è sempre a portata di mano se dovessi mai aver bisogno di creare una USB di avvio in caso di emergenza. Un laptop di seconda mano, un laptop che funzioni alla bisogna, un laptop in più, ora si può con Chrome OS Flex.
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