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Aumento delle pensioni: da gennaio 300 euro in più

Published by
Valeria Scirpoli

Da gennaio i pensionati assisteranno ad un aumento nei loro assegni: ben 300 euro in più, ed ecco perché. 

L’aumento delle pensioni, a partire da gennaio 2026, sarà più evidente per i pensionati. Infatti, è previsto che lo Stato dovrà sostenere una spesa di ben 5 miliardi di euro proprio per aumentare le pensioni.

Aumento delle pensioni: da gennaio 300 euro in più – cellulari.it

In concreto le pensioni aumenteranno di 300 euro in media ed ecco perché. 

Perché i pensionati riceveranno 300 euro in più di pensione

Ad agosto, secondo le ultime stime Istat, l’inflazione nel 2025 è stata pari all’1,7% e con questo trend a fine anno si arriverà al 2,5%. L’inflazione porta le pensioni ad aumentare e a quanto pare a gennaio ciò vorrà dire buone notizie per tanti pensionati. 

Perché i pensionati riceveranno 300 euro in più di pensione – cellulari.it

Già perché le pensioni potrebbero aumentare proprio da gennaio 2026 anche perché il governo ha modificato il meccanismo della rivalutazione, rendendolo meno penalizzante per chi ha pensioni più alte. Anche se non si tratterà degli aumenti a cui hanno assistito i pensionati nel 2022 e 2023 dopo la crisi economica post-pandemia, comunque gli aumenti saranno consistenti, anche in relazione al 2024.

Infatti, nel 2024 l’inflazione è stata dello 0,8% (tasso di previsione sui primi nove mesi), poi corretta all’1% con il dato definitivo comprensivo dell’ultimo trimestre. Nel 2025 ad agosto l’inflazione è stata pari all’1,7% e si stima che come tasso definitivo si arriverà a un 2,5%. Quindi una pensione di 1000 euro, a gennaio 2026 potrebbe salire a 1020/1025 euro (con un incremento medio annuo di oltre 300 euro).

L’aumento sarà pieno per le pensioni fino a 4 volte il trattamento minimo e andrà a ridursi progressivamente per gli importi più elevati. Gli aumenti delle pensioni, anche nel 2026, dovrebbero seguire il metodo 2025:

  • 100% di perequazione sulle pensioni fino a 4 volte il trattamento minimo
  • 90% di perequazione sulla quota di pensione sopra 4 e fino a 5 volte il trattamento minimo
  • 75% di perequazione sulla quota di pensione sopra 5 volte il trattamento minimo.

Quindi il nuovo impianto è progressivo e le percentuali si applicano solo sulla parte di pensione ricompresa in ciascuna fascia. Il vecchio sistema, invece, prevedeva più scaglioni con percentuali decrescenti (fino al 22% oltre 10 volte il minimo) e non era progressivo, poiché applicava la percentuale all’intero importo. Quindi dal 2026 molti pensionati assisteranno ad un aumento nella loro pensione che potrebbe tradursi in 300 euro in più all’anno.

Questo proprio perché l’inflazione dovrebbe raggiungere un 2,5% proprio per il nuovo anno comportando un aumento di 20-25 euro al mese per le pensioni.

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Valeria Scirpoli

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