Attenzione+a+inviare+le+foto%2C+se+fate+cosi+il+rischio+%C3%A8+alto%3A+ormai+%C3%A8+un%26%238217%3Babitudine
cellulariit
/attenzione-a-inviare-le-foto-se-fate-cosi-il-rischio-e-alto-ormai-e-unabitudine/amp/
Non solo cellulari

Attenzione a inviare le foto, se fate cosi il rischio è alto: ormai è un’abitudine

Published by
Antonino Gallo

I giovani con uno smartphone in mano sono sempre uno spunto di riflessione: il cellulare è lo strumento più utilizzato in questo mondo tech ed è normale avercelo, usarlo senza abusarne. A volte, però, i pericoli maggiori arrivano non dai figli, ma dai genitori.

Una moda sempre più dilagante in Italia è il cosiddetto sharenting, uno dei tanti vocaboli made in USA che stanno contaminando la lingua italiana: anche in questo caso l’uso di parole straniere è indice di progresso, l’abuso no. Chiusa parentesi.

Sharenting – Cellulari.it

Lo sharenting è l’unione di due parole, “share” (condividere) e “parenting” (genitorialità). Chiamatelo un po’ come volete, trovate un sinonimi italiano, non c’è problema, basta che evitiamo l’eccessiva e costante sovraesposizione online di bambini e bambine, sui social.

Lo sharenting fa male alla salute dei nostri figli

Nella maggior parte dei casi, infatti, questa esposizione avviene senza il loro consenso, perché troppo piccoli o non ancora così grandi da comprenderne le implicazioni, oppure perché il consenso non viene loro richiesto. Sono i genitori stessi che pensano di non fare nulla di male. Ma non è così.

Social media – Cellulari.it

Da qualche anno vado in giro per la scuole, per le aziende, per gli enti e le associazioni a raccontare l’suo consapevole della tecnologia, mia grande passione rispetto alla professione principale, che è quella di comunicatore digitale. Otto anni fa sono diventato genitore e ho pensato di voler dare un contributo sull’uso consapevole della tecnologia alle famiglie”.

Così parlò Gianluigi Bonanomi, giornalista informatico e formatore sui temi della comunicazione digitale, nonché autore del libro Sharenting. Genitori e rischi della sovraesposizione on line.

Lo sharenting non avviene perché i figli si mettono on line – sottolinea – ma perché i genitori mettono on line i propri figli per diversi motivi”. L’abitudine di “sharentizzare” i propri figli può causare signori danni.

Il primo è di privacy, visto che oggi giorno basta una foto per risalire al nome. E se quel nome fa parte di account, ci vuole un attimo a trovarlo. Con tutto ciò che ne consegue.
Un altro rischio a cui va incontro chi fa abuso di sharenting sono le conseguenze di chi va incontro a quei problemi di sicurezza, di cui siamo pieni online: le trappole malware, phishing e simili, sono dietro l’angolo.

Dietro l’angolo c’è soprattutto lo spettro pedopornografia, che chiaramente fa più paura di tutti. E dovrebbe far riflettere, non poco, i genitori abituati a pubblicare foto, o video, dei propri piccoli. Non di poco conto il problema del Cyberbullismo, last but not least. E se i vostri figli provassero imbarazzo, ve lo siete e soprattutto glielo domandate prima? Sarebbe cosa buona e giusta.

Published by
Antonino Gallo

Recent Posts

  • Guide

IT-Wallet si espande: nuovi documenti e servizi privati nell’app IO

L'articolo esplora l'espansione dell'app IO e dell'IT-Wallet, che ora accoglie nuovi documenti e servizi privati,…

1 mese ago
  • Guide

Claude Mythos 5: l’uso di false identità per diffondere malware su GitHub

L'articolo esplora come gli attacchi alla supply chain su GitHub sfruttano la fiducia degli sviluppatori,…

1 mese ago
  • Guide

WhatsApp: Introduzione delle Chat Secondarie e Altre Innovazioni per i Gruppi

WhatsApp introduce chat secondarie nei gruppi per organizzare meglio le conversazioni, ridurre il rumore e…

1 mese ago
  • Guide

Rinvio del Lancio di RFA One: Problemi Tecnici Ostacolano il Debutto del Primo Razzo Orbitale Britannico

Il Regno Unito si avvicina al suo primo lancio orbitale verticale, nonostante il rinvio del…

1 mese ago
  • Guide

OpenAI e i Nuovi GPT-5.6: Maggiore Efficienza Proclamata, ma senza Dati Concreti a Supporto

OpenAI promette miglioramenti di efficienza con il nuovo GPT-5.6, ma senza dati verificabili o benchmark…

1 mese ago
  • Guide

AI Act: Dal 2 Agosto, obbligo di trasparenza per i contenuti generati da Intelligenza Artificiale

Dal 2 agosto 2026, i contenuti generati o modificati dall'IA dovranno avere un'etichetta chiara, introducendo…

1 mese ago