Applicazioni%2C+la+forza+e+il+suo+lato+oscuro%3A+condividono+dati+personali%2C+i+numeri+sono+impressionanti
cellulariit
/applicazioni-la-forza-e-il-suo-lato-oscuro-condividono-dati-personali-i-numeri-sono-impressionanti/amp/
App e Videogiochi

Applicazioni, la forza e il suo lato oscuro: condividono dati personali, i numeri sono impressionanti

Published by
Antonino Gallo

E’ indubbio che nell’era tech, dove gli smartphone la fanno da padrone e le applicazioni rappresentano un plus per la vita di qualsiasi persona sulla faccia della terra, il focus su quei programmi creati per essere installato su dispositivi, in grado di interagire con i componenti del cellulare e l’utente che lo utilizza, si sempre vivo. La forza di un’applicazione è ormai di dominio pubblico. Ma anche il suo lato oscuro.

Già, il problema delle app è che condividono dati personali, attualmente una moneta di scambio (soprattutto nel dark web) che vale più dei soldi, criptovalute comprese.

Applicazioni – Cellulari.it 20220919

Le aziende interessate ai dati personali degli utenti sono tantissime, se non fosse perché i dati possono ingenti introiti, come ad esempio accade dalla profilazione delle nostre abitudini e interessi, visto che un’applicazione su due (55,2%) condivide i dati di un utente con terze parti, come rivela un’analisi di Incogni, un’azienda che si occupa della rimozione dei dati personali dai data brokers.

I giganti della tecnologia raccolgono la maggior parte dei dati ma affermano di condividerne di meno. Le app gratuite condividono, in media, 7 volte più punti dati rispetto alle app a pagamento. Le app popolari con oltre 500.000 download condividono, in media, 6,15 volte più punti dati rispetto alle app meno popolari. La categoria peggiore in termini di condivisione dei dati è “shopping”, in cui le app condividono una media di 5,72 punti dati. Le app di social media raccolgono la maggior parte dei dati, con una media di 19,18 punti dati raccolti. Il 13,4% delle app condivide la tua posizione con terze parti.

La differenza fra le app gratuite e quelle a pagamento

Meta – Cellulari.it

Dall’indagine Incogni è interessante notare che le app Meta come Facebook, Facebook Lite, Messenger Lite, Messenger e Instagram raccolgono la maggior parte delle informazioni su un utente dichiarando di condividere molto poco. Per loro stessa ammissione, condividono solo 4 punti dati ma in realtà raccolgono 36 punti dati su 37: insomma quasi tutto quello che c’è da sapere su un utente.

A sorpresa, le app di social media non sono nemmeno nelle prime 5 categorie che condividono la maggior parte dei dati. Tuttavia, quando si tratta di raccogliere dati, sono i peggiori trasgressori, con una media di 19,18 punti dati raccolti. I social sono seguiti molto da vicino dalle imprese, che raccolgono anche in media 18 punti dati.

Questa indagine fa il paio con un altro studio condotto dall’Università di Oxford, secondo cui le app condividono i tuoi dati in media con 10 aziende. Se il 55%,2 delle app nel Play Store condivide i tuoi dati con terze parti, il restante 44,8% che non condivide i tuoi dati, più di due terzi (69,77%) sono app a pagamento.

A pagamento o meno, le applicazioni del Google Play Store hanno una forza eccezionale, ma attenzione quando le scarichiamo, pensiamo anche al suo lato oscuro, altrettanto potentissimo.

Published by
Antonino Gallo

Recent Posts

  • Guide

Gemini: L’assistente intelligente che semplifica le riunioni su Google Meet

Gemini è un assistente intelligente che semplifica le riunioni su Google Meet, generando riassunti chiari…

21 ore ago
  • Guide

Microsoft Espelle Utente Scorretto dal Marketplace di Flight Simulator: Ecco il Retroscena

Microsoft espelle un utente scorretto dal Marketplace di Flight Simulator, sottolineando l'importanza della fiducia, della…

2 giorni ago
  • Guide

Google e Energy Dome Collaborano per un Mega Impianto di Batterie a CO2 in Irlanda: Un Passo Avanti per l’Energia Rinnovabile

L'Irlanda sperimenta una batteria a CO2 da 23 MW per accumulare energia rinnovabile in eccesso,…

3 giorni ago
  • Guide

La morte di Trump per rabbia secondo l’AI di DuckDuckGo: un errore o una verità nascosta?

L'AI di DuckDuckGo ha erroneamente annunciato la morte di Trump a causa della rabbia, evidenziando…

4 giorni ago
  • Guide

YouTube Short: arriva la modalità schermo pulito e velocità 2x, in stile TikTok

YouTube Shorts introduce nuove funzionalità: modalità schermo pulito, simbolo del cuore per i "mi piace"…

5 giorni ago
  • Guide

Iceberg e Abissi: Scoperto l’Influenza dei Giganti di Ghiaccio sul Cambiamento della Vita Marina

Gli iceberg, influenzati dal cambiamento climatico, rilasciano acqua dolce e minerali nel mare, alimentando il…

6 giorni ago