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Non solo cellulari

Apple, gli Air Tag non finiscono di stupire. Un altro incredibile episodio in aeroporto

Published by
Antonino Gallo

Non è la prima volta, sicuramente non sarà l’ultima che i gadget di Apple numero uno al mondo nel settore, fanno parlare di sé, continuando a riempire colonne di carta stampa di quotidiani, pagine online. Stavolta tutto parte da YouTube.

AirTag – Adobe Stock

L’australiano Shane Miller, che di mestiere fa proprio lo YouTuber si è ritrovato senza la sua borsa piena di attrezzatura, del valore di 450 dollari fra l’altro, all’aeroporto di Melbourne, per un viaggio con le Singapore Airlines. Galeotta la coincidenza persa, un funzionario aeroportuale non sa come aiutare Shane Miller, ammettendo che il bagagliaio potrebbe essere in qualsiasi parte del mondo.

Dopo un paio di giorni, l’incredibile epilogo: l’AirTag ha segnalato a Miller di essere proprio in Australia. Stranamente, la società che gestisce il servizio bagagli non ha chiamato lo YouTuber. Miller ha cercato di passare attraverso i canali ufficiali, chiamando la società, 16 volte: sempre la segreteria telefonica, mai una richiamata.

Senza gli gli AirTag non avrebbe mai trovato il suo bagaglio

AirTag Apple – Adobe Stock

La società responsabile dell’incidente ha anche un sito web per i bagagli smarriti, ma la borsa di Miller non era elencata nemmeno lì. Dopo una settimana di attesa, nervosismo e apprensione, quando ormai la speranza di ritrovare il suo bagagliaio sembrava svanita, lo YouTuber è riandato in aeroporto, utilizzando stavolta la funzione degli Air Tag “Trova la mia” per rintracciare la sua borsa.

Per farla breve, l’addetto ai bagagli di grandi dimensioni mi ha davvero aiutato molto su dove dovevo andare a prendere la borsa – afferma Miller – quindi l’ultimo miglio, per così dire, era al 100% l’AirTag. Il personale dell’ufficio è stato molto disponibile, portandomi nell’ufficio corretto. E sono stato in grado di dire che mi trovavo a pochi metri dalla borsa, scaricata su uno dei piani dei loro uffici”.

C’è un video YouTube lungo mezz’ora che riepiloga la spiacevole vicissitudine occorsa a Shane Miller, che di professione fra anche il ciclista che recensiste anche gadget di navigazione GPS, tracker e altre attrezzature sportive. Ha di che scrivere stavolta: senza gli gli AirTag non avrebbe mai trovato il suo bagaglio. Un’altra storia a lieto fine, dunque. Non certo la prima.

A gennaio, un doppio furto d’auto è stato interrotto da un AirTag in Texas. All’inizio di questo mese, i gadget di Apple ha aiutato la polizia a trovare uno zaino rubato e ad arrestare il presunto ladro. Un altro australiano, Graham Tait, residente a Sydney e fotografo, ha utilizzato gli AirTag per recuperare attrezzature rubate per un valore di 7.000 dollari. E eppure c’è chi li ha criticati, anche tutt’ora, pesantemente. Non certo Shane Miller.

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Antonino Gallo

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