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Apple Glass, un brevetto rivela una caratteristica a dir poco innovativa

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A. Roberto Finocchiaro

Una domanda di brevetto risalente al lontano 2016 ma pubblicata in queste ore offre ragguagli su una delle potenziali caratteristiche di Apple Glass, il dispositivo per la realtà aumentata in predicato di debuttare l’anno prossimo

Un nuovo brevetto su Apple Glass (AdobeStock)

Le voci attorno ad Apple Glass si rincorrono da ormai diverso tempo, ma finora di conferme o smentite non v’è alcuna traccia. Il 2022 dovrebbe comunque segnare l’ingresso del gigante di Cupertino nel settore della realtà aumentata e un brevetto pubblicato in queste ore, ma risalente addirittura al lontano 2016, potrebbe avere rivelato una caratteristica esclusiva dell’inedito dispositivo al vaglio di Apple.

Il brevetto in questione vuole perseguire un obiettivo senza dubbio intrigante: l’eliminazione totale dei display dentro ad Apple Glass. Come si legge dall’incartamento, tale mossa contribuirebbe non soltanto a rendere più particolari gli occhiali “intelligenti” di Cupertino, ma soprattutto offrirebbe una migliore immersione nei contenuti AR e VR, eliminando quei problemi di “mancata corrispondenza tra accomodazione e convergenza”, che a detta dell’azienda statunitense si verifica quando un determinato sistema VR o AR “confonde il cervello di un utente”, generando dei contenuti che non corrispondono alla “profondità prevista dal cervello in base alla convergenza stereo dei due occhi”.

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Apple Glass e i vantaggi dell’eliminazione del display

Apple Glass dovrebbero uscire nel 2022 (AdobeStock)

Per raggiungere l’obiettivo, Apple ha pensato di proiettare le immagini direttamente sulla retina, così da eliminare sul nascere il disallineamento tra la profondità prevista e l’immagine risultante. Tra i vantaggi di una tale soluzione ci sarebbe pure un minor affaticamento degli occhi e una riduzione dei livelli di stress mentale. E questo spiega anche il motivo per cui l’azienda di Tim Cook sta puntando con decisione sull’estetica (in particolar modo sul peso e sull’ingombro) del suo visore AR, nel tentativo di rendere più comoda e pratica l’esperienza di realtà aumentata e virtuale come mai fatto prima d’ora dai brand concorrenti.

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Il brevetto è frutto di un’idea elaborata da Apple da almeno cinque anni, almeno a giudicare dalla data di deposito della documentazione. Sarà effettivamente traslato su Apple Glass? Difficile dirlo, così come non è da escluderlo totalmente. Il sentore, in ogni caso, è che il visore di Cupertino (che potrebbe accogliere il sensore LiDAR sull’asta destra degli occhiali e un display autopulente) si staglierà come one more thing del keynote dedicato all’iPhone 14, insieme all’altrettanto atteso iPod 8.

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A. Roberto Finocchiaro

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