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Apple, Face ID: un nuovo algoritmo per migliorare il migliorabile

Published by
Antonino Gallo

La funzione Face ID di Apple è una delle migliori forme di sistema di riconoscimento facciale che si trova in circolazione in uno smartphone. Ma, a quanto pare, niente è al sicuro in ambito di sicurezza, le espressioni facciali distinte potrebbero causare problemi.

Face ID Apple (Adobe Stock)

Secondo un rapporto della BYU, rilanciato da Gizmodo, infatti, il Face ID è sì una delle migliori forme di sicurezza biometrica, ma ci sono ancora vari trucchi che possono essere utilizzati per aggirarne i sistemi, inclusa una foto statica del proprio viso.

Apple, Face ID: il metodo Lee per il riconoscimento facciale

iPhone Face ID (Adobe Stock)

Per questo i ricercatori hanno sviluppato un nuovo algoritmo che potrebbe aiutare ad affrontare questi problemi, facendo registrare all’utente un movimento facciale distinto. Ciò potrebbe anche comportare anche la creazione di facce buffe. In nome della benedetta sicurezza.

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Nello specifico l’implementazione del riconoscimento facciale da parte di Apple utilizza una fotocamera TrueDepth frontale, che mappa e abbina la geometria fisica del viso degli utenti. Significa che una semplice immagine piatta non può ingannare il sistema.

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Tuttavia, neanche questo sistema è perfetto poiché i ricercatori hanno trovato il modo di aggirare anche Face ID, accedendo all’iPhone di qualcuno quando dorme.

D.J. Lee, come professore di elettronica e informatica alla Brigham Young University, ha proposto un metodo semplice ed efficace per aumentare notevolmente la difficoltà di comprendere un sistema di riconoscimento facciale.

Questo sistema viene chiamato “Concurrent Two-Factor Identity Verification” o più semplicemente “C2FIV”, una verifica simultanea dell’identità a due fattori. Richiederebbe agli utenti di registrarsi eseguendo un movimento facciale specifico e facilmente ripetibile, bastano anche un paio di secondi.

Le persone possono semplicemente fare una faccia buffa o leggere in silenzio una fase segreta con il fine di muovere le labbra. Questi movimenti, secondo gli studi di D.J. Lee verrebbero quindi registrati insieme alle caratteristiche facciali di base. Fondamentalmente, il sistema registrerebbe i modi sottili in cui il viso cambia quando i muscoli si espandono e si contraggono.

Una faccia buffa, dunque, per migliorare ulteriormente Face ID di Apple. Chissà se il metodo Lee diventerà parte integrante di Apple, attendere prego.

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Antonino Gallo

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