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App e Videogiochi

Apple cambia strategia sulle app, sconvolgendo tutti

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Antonino Gallo

Ha sempre negato l’accesso nell’App Store ad applicazioni riconducibili alla marijuana, o pro-cannabis. Adesso un sorprendente dietrofront. Apple non vieterà più l’hosting dei servizi di consegna di marijuana nel suo App Store, uno degli ultimi sviluppi pro-cannabis provenienti dal settore tecnologico.

Apple (Adobe Stock)

La politica è stata aggiornata il mese scorso per rimuovere il divieto, con alcune restrizioni, una su tutte: una apertura soltanto nei Paesi in cui la cannabis è legale. Un’app di marijuana, infatti, deve essere geolimitata alle giurisdizioni in cui la cannabis è legale e il programma deve essere “inviato da un’entità legale che fornisce i servizi e non da un singolo sviluppatore“.

Apple, parola chiave: geolimitazione

App Store iOS (Adobe Stock)

La politica precedente del colosso di Cupertino poteva, fino al mese scorso, così sintetizzata: “Le app che incoraggiano il consumo di tabacco e prodotti per la vaporizzazione, droghe illegali o quantità eccessive di alcol non sono consentite su App Store. Le app che incoraggiano i minori a consumare una di queste sostanze verranno rifiutate. Non è consentito facilitare la vendita di sostanze controllate, ad eccezione delle farmacie autorizzate, marijuana o tabacco”. Reset, tabula rasa.

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La nuova policy, aggiornata, ora recita questo: “Le app che incoraggiano il consumo di tabacco e prodotti per la vaporizzazione, droghe illegali o quantità eccessive di alcol non sono consentite su App Store. Le app che incoraggiano i minori a consumare una di queste sostanze verranno rifiutate. Non è consentito facilitare la vendita di sostanze controllate, ad eccezione delle farmacie autorizzate e dei dispensari di cannabis autorizzati o altrimenti legali o del tabacco”.

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Le app che forniscono servizi in settori altamente regolamentati, vedi servizi bancari e finanziari, leggasi assistenza sanitaria, gioco d’azzardo, consumo legale di cannabis e viaggi aerei – fanno capire da Cupertino – o che richiedono informazioni sensibili dell’utente devono essere inviate da una persona giuridica che fornisce i servizi e non da uno sviluppatore individuale. Le app che facilitano la vendita legale di cannabis devono essere geolimitate alla giurisdizione legale corrispondente. Geolimitazione, dunque, prerogativa di apertura.

L’autorevole TechCrunch ha segnalato per la prima volta le nuove linee guida, seguito da WeedWeek che ha successivamente segnalato le linee guida specifiche per la marijuana. Una netta inversione di tendenza, quindi, rispetto all’hub delle app Android di Google ha aggiornato la sua politica nel 2019 per vietare esplicitamente i programmi che collegano gli utenti alla cannabis, indipendentemente dal fatto che sia legale nella giurisdizione in cui vive l’utente.

Non consentiamo app che facilitano la vendita di marijuana o prodotti a base di marijuana, indipendentemente dalla legalità“, afferma, aggiungendo che alcuni esempi di violazioni sarebbero “consentire agli utenti di ordinare marijuana tramite una funzione di carrello degli acquisti in-app” o ” assistere gli utenti nell’organizzare la consegna o il ritiro della marijuana”. Chris Vaughn, CEO del servizio di consegna della California Emjay, ha dichiarato a WeedWeek di ritenere che la scelta di Apple sia dovuta in gran parte alla legalizzazione della cannabis in stati come New York, nonché dal recente annuncio di Amazon che non sottoporrà più i lavoratori ai test anti cannabis.

Facebook, che nel 2019 ha mostrato la sua tecnologia di intelligenza artificiale in grado di identificare immagini di marijuana, continua a vietare la pubblicità commerciale dei prodotti a base di cannabis, indipendentemente dalla legalità dell’attività ai sensi della legge statale. Anche i siti di notizie sulla cannabis non commerciali come Marijuana Moment e gli organismi di regolamentazione statali come la Massachusetts Cannabis Control Commission sono stati coinvolti nella politica anti-marijuana, nonostante non promuovessero prodotti a base di cannabis. Apple fa eccezione, più o meno, nel segno per ora della geolimitazione.

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Antonino Gallo

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