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Android 12 piace agli utenti: il clamoroso successo delle versioni beta

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A. Roberto Finocchiaro

Le versioni beta di Android 12 stanno ottenendo un successo clamoroso, confermando l’importanza del nuovo aggiornamento realizzato da Google. Vi diciamo quali sono i dispositivi compatibili in questa fase e cosa dovranno fare gli OEM per migliorare l’unico punto debole del “robottino verde”.

I numeri record delle versioni beta di Android 12 (Screenshot YouTube)

Google ha finalmente deciso di cambiar marcia sugli smartphone, mettendo mano al codice di Android e introducendo tutta una serie di novità – in particolar modo estetiche e sotto il versante della privacy destinate a segnare un marcato salto generazionale rispetto al passato. Il nuovo Android 12 costituisce con ogni probabilità l’aggiornamento più importante mai realizzato da Big G sin dai tempi di “Lollipop“, il quale aveva dal suo canto inaugurato, per la prima volta dal lancio commerciale del gettonatissimo “robottino verde”, un nuovo linguaggio di design improntato sul concetto cardine del cosiddetto “Material Design”. E il “Material You” disegnato invece sull’ultima versione di Android sembra quasi costituire una sorta di chiusura del cerchio.

Che Android 12 piaccia agli utenti lo si è intuito sin dai primi scampoli della sua presentazione durante il corso del Google I/O 2021: i social network sono stati presi letteralmente d’assalto dagli aficionados del “robottino verde” in un plebiscito unanime di consensi per tutte le novità confezionate dentro al nuovo sistema operativo. E tali positivi feedback si riverberano anche nel numero di download dell’ultima versione di Android.

Siamo ancora in una preliminare fase beta, sia chiaro, eppure come divulgato su Twitter da Dave Burke, dirigente di Google con il ruolo di “Android VP of Engineering”, il nuovo aggiornamento progettato da Big G sta ottenendo un successo a dir poco clamoroso se confrontato con le precedenti release. Detto in altri termini, la seconda beta di Android 12 è di gran lunga la versione più scaricata e installata di sempre.

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Il rilancio di Android passa adesso dagli OEM

Allo stato attuale, per poter provare in anteprima il nuovo Android si dovrà essere in possesso di uno degli smartphone dichiarati compatibili da Google: i più recenti Pixel, in primo luogo, ma anche gli ultimi modelli realizzati da alcune aziende di derivazione cinese, come OnePlus 9/9 Pro, l’intera gamma Xiaomi Mi 11, Oppo Find X3 series, diversi modelli Vivo, Realme e i nuovi ASUS ZenFone 8.

E’ bene chiarire che le versioni beta non sono fatte per essere utilizzate quotidianamente, giacché non troppo stabili e tutt’altro che immuni di bug, orientandosi soprattutto verso gli sviluppatori e coloro i quali devono testare in anteprima le funzionalità congegnate da Big G. La sete di novità e la voglia matta di sperimentare il “Material You” di Android 12 ha tuttavia portato svariati consumatori soprattutto quelli in possesso di uno smartphone secondario a toccare con mano quanto Google ha ideato per il proprio sistema operativo mobile.

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La speranza, a questo punto, è che Android 12 possa debuttar presto in una versione stabile e generalizzata, ma soprattutto possa farsi strada su un numero sempre maggiore di dispositivi compatibili. La frammentazione è infatti uno dei principali punti deboli di un software invece apprezzatissimo per personalizzazione e flessibilità, ma gli ultimi processori realizzati da Qualcomm (non soltanto lo Snapdragon 888, ma anche quelli appartenenti alla fascia media) sembrano aver potenzialmente messo una pezza al problema, innalzando a quattro anni il tempo di supporto dei nuovi aggiornamenti. Non ci sono più scuse, insomma, e tocca adesso agli OEM far la propria parte al fine di risolvere l’unico elemento che rende ancora iOS inavvicinabile.

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A. Roberto Finocchiaro

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