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5G e limiti emissioni elettromagnetiche, interviene l’Antitrust

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Pasquale Conte

Tema caldo sono il 5G e le emissioni elettromagnetiche delle antenne. Sul tema, è intervenuto anche l’Antitrust: tutti i dettagli

5G e limitazioni in Italia, interviene l’Antitrust (Adobe Stock)

Il 2021 sarà l’anno dell’esplosione definitiva del 5G. Alcuni operatori telefonici hanno già abbandonato l’ormai obsoleto 3G, dando ancora spazio al 4G e puntando molto sulla nuova connessione super veloce. Sul tema è intervenuta anche l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (detta anche Antitrust), che si è concentrata sui limiti delle emissione elettromagnetiche.

Stando a quanto si legge su una lettera inviata al Presidente del Consiglio Mario Draghi, bisognerebbe verificarne la validità per far sì che le nuove reti mobili non vengano penalizzate rispetto al resto d’Europa. “Crediamo che i limiti emissivi siano estremamente ridotti rispetto a quelli raccomandati in sede europea. Questo potrebbe costituire una barriera all’entrata e all’espansione di nuovi operatori e servizisi legge.

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5G, la lettera dell’Antitrust sui limiti di emissioni elettromagnetiche

Ecco le principali limitazioni in Italia e nel resto del Mondo (Adobe Stock)

Una lettera con la quale l’Antitrust chiede al Presidente del Consiglio Mario Draghi di rivedere i limiti di emissioni elettromagnetiche del 5G in Italia. La Commissione Internazionale per la Protezione dalle Radiazioni non Ionizzanti ha già stabilito in forma preventiva il valore cautelativo di 61 V/M per l’intensità dei campi elettromagnetici. Nel nostro Paese, la limitazione risulta invece essere di molto ridotta: 20 V/m, che addirittura scende a 6 V/m nelle aree dove la densità abitativa e particolarmente alta. Si tratta di uno dei valori più bassi al mondo, il che potrebbe penalizzare lo sviluppo e la crescita del 5G e della proposta da parte degli operatori telefonici.

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Per fare un esempio, in Grecia o in Belgio sono stati scelti valori comunque più bassi rispetto al limite (47 e 31 V/m). Stati Uniti, Regno Unito e Francia hanno invece aderito perfettamente ai 61 V/m indicati dall’ICNIRP.

Già da diverso tempo, comunque, gli operatori di telecomunicazioni stanno chiedendo a gran voce una modifica di alcune leggi relative alle emissioni elettromagnetiche in Italia. Il tema è stato sollevato più volte anche da Vittorio Colao, attuale ministro dell’Innovazione e della Digitalizzazione Tecnologica.

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Pasquale Conte

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