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Oltre 1100 persone indagate per false recensioni su Amazon

Oltre 1100 persone indagate per false recensioni su Amazon

L'Amazon Gate negli Usa pone al centro un problema, piuttosto comune, delle false recensioni. Sotto accusa, oltre 1100 utenti che avrebbero nel tempo popolato Amazon con false recensioni.

 L'Amazon Gate negli Usa pone al centro un problema, piuttosto comune, delle false recensioni. Sotto accusa, oltre 1100 utenti che avrebbero nel tempo popolato Amazon con false recensioni.

Il meccanismo era semplice: bastavano a volte anche pochi dollari per ottenere false recensioni sui propri prodotti, solitamente con recensioni da 5 stelle. Tutto questo, a causa di un sistema di controllo assente: Amazon infatti non effettua un controllo preventivo sui prodotti effettivamente acquistati.

Una falla, per cosi dire, che permette a chiunque di scrivere recensioni, positive o negative, su qualsiasi genere di prodotti.

L'inchiesta americana tuttavia si tradurrà difficilmente in qualche sanzione vera e propria, in quanto sarebbe improbabile individuare, documentare e dimostrare eventuali condotte fraudolente da parte degli utenti.

Da parte sua, Amazon, non ha ancora messo in atto qualche sorta di filtro o controllo su questo tipo di attività.
Dopo il caso di Tripadvisor, ora tocca ad Amazon trovare soluzioni per arginare il boom delle false recensioni.

Un boom che interessa la rete e inganna gli utenti. Secondo i dati riferiti da uno studio della Harvard Business School, le false recensioni spostano una quota significativa delle vendite su Amazon, stimata tra il 5 e il 9%.

Sempre più pseudoagenzie propongono pacchetti per pubblicare online recensioni fasulle, aggiustate o totalmente inventate, rendendo cosi il sistema di votazione e catalogazione inefficace o addirittura controproducente. A tal punto che si sono verificati casi di locali inventati che risultavano ai primi posti.

Se i casi di Tripadvisor, celebre sito di recensioni ristoranti, sono all'ordine del giorno con tanto di sanzione inflitta dall'Antritrust, la tegola lanciata dal Sunday Times rischia di affossare le vendite di Amazon proprio in vista del periodo caldo, con le vendite di Natale che sul Web inizieranno a breve.

Alcuni sistemi, come Booking.com, agganciano il diritto di recensione con la fase di acquisto: solo gli utenti che hanno effettivamente acquistato e soggiornato in un certo hotel, possono lasciare un commenti.

Una misura di sicurezza che, seppur non priva di lacune, garantisce comunque una buona dose di garanzia sulla effettiva realtà delle recensioni. Tripadvisor e Amazon, invece, non hanno questo tipo di controllo. Chiunque può iscriversi e recensire quello che si vuole.

Accanto alle agenzie che vendono false recensioni, ci sono poi aziende e venditori che incentivano la pubblicazione di recensioni positive in cambio di sconti o prodotti omaggio.


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