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Instant Article oggi è realtà e Facebook si fa anche giornale

Instant Article oggi è realtà e Facebook si fa anche giornale

Grazie all'accordo stipulato tra Facebook e 9 testate giornalistiche, le notizie vengono pubblicate direttamente sulla app di Facebook e non più tramite link che rimandano ai siti di news.

Il grande cambiamento, che vede protagonisti Facebook e gli editori dei giornali di cui tanto si è parlato e discusso nelle scorse settimane,  è arrivato e finalmente oggi sui dispositivi mobili iOS  da oggi è visibile il nuovo format chiamato "Instant Article": notizie  pubblicate direttamente sulla app di Facebook e non più tramite link che rimandano ai siti di news.

Facebook garantisce infatti alcune funzioni multimediali potenziate ed una rapidità di download mai registrata prima che supera di gran lunga gli 8 secondi che servono oggi per poter aprire un link esterno ed accedere ad un contenuto.

Per il momento l'accordo riguarda 9 grandi testate giornalistiche: New York Times, Nbc, The Atlantic, National Geographic, Guardian, Bbc, Buzzfeed, i tedeschi Der Spiegel e Bild.

Facebook pubblicherà i loro articoli direttamente sulla sua piattaforma e gli utenti avranno la possibilità di leggerli senza bisogno di lasciare la bacheca; infatti, l’algoritmo del social di Zuckerberg selezionerà i contenuti e li trasferirà automaticamente sulla pagina dell’utente. Una serie di informazioni compariranno sul lato destro del profilo dell’utente mentre egli starà postando il suo stato, oppure durante un commento sullo stato di un suo amico di social, o mentre starà guardando le foto dell’ultima gita fuori porta del suo collega di lavoro.

Siccome verranno proposte solo le notizie dei giornali e dei siti che aderiranno all’intesa con Facebook, saranno quindi escluse tutte le informazioni diffuse dai giornali, dalle televisioni e dagli altri siti web che si occupano di notizie di ogni genere. La società americana dichiara, tra le motivazioni di questa scelta, quella di voler controllare i contenuti pubblicati, cosa che oggi, riesce già a fare solo parzialmente con il cosiddetto Edge Rank, un sistema che regola il flusso di notizie e che ci fa vedere con maggiore frequenza solo determinati contenuti. Le compagnie media potranno controllare i dati ed il traffico sui loro contenuti tramite strumenti di analisi tipo comScore.

Secondo alcuni analisti il vantaggio per Facebook è quello di creare per gli utenti una fruizione dei contenuti veloce e di qualità, che potrebbe rendere il ricorso ai siti una "seconda scelta". In cambio Facebook offre agli editori la visibilità e soprattutto un bel po’ di ricavi pubblicitari.

Gli aspetti salienti sono:

  1. La ricchezza dell'esperienza dell’utente Facebook, che non dovrà più attendere il caricamento delle pagine. Infatti Chris Cox, chief product di Facebook afferma che “Instant Articles  permetterà di caricare le notizie con foto, video, mappe e altri contenuti interattivi, 10 volte più velocemente rispetto allo standard degli articoli cui si accede online da dispositivi mobili. Le testate che per ora hanno stretto l'accordo manterranno il pieno controllo dei contenuti pubblicati e dei loro modelli di business.” I vantaggi quindi sono enormi, ma per i siti che si rifiuteranno di seguire la direttiva ci saranno penalizzazioni sia nelle visite che nei risultati.
  2. L'utente deve essere cercato dove si trova in quel momento, ad esempio sui social network, o sulle chat di Whatsapp e Snapchat, tramite le Newsletter.

Il New York Times ha spiegato che per gli editori questa scelta  “è un gigantesco atto di fede poiché sono abituate a trattenere il più possibile il lettore sulle loro pagine”.

Vincenzo Cosenza, esperto di social media, ha dichiarato all’Ansa: «Da parte degli editori c'è il grande tema di perdere il controllo dei contenuti e anche del traffico, ma non va sottovalutata la motivazione economica legata alla condivisione dei ricavi sulla pubblicità. Quella classica legata ai banner che gli editori già sfruttano mostra un po' la corda, mentre è in crescita quella sui social network».

L’esperto spiega anche che d'altro canto questo sistema potrebbe fidelizzare l’utente Facebook ad una determinata testata giornalistica. Inoltre, grazie ad una forzatura dell'algoritmo si potrebbero targhettizzare le notizie, ossia veicolare le notizie che trattano un tema particolare all'utente che potrebbe esserne interessato.

In effetti Facebook sta proprio cercando di costruire un mondo sulla sua piattaforma blu, in cui l'utente può restare a lungo perché trova tutto ciò che gli serve.
 


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