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iPhone 6: display in vetro zaffiro solo per i modelli da 128 GB

Non tutti i modelli di iPhone annunciati dopo l??estate potrebbero essere equipaggiati con un pannello protettivo in vetro zaffiro.

Non tutti i modelli di iPhone annunciati dopo l’estate potrebbero essere equipaggiati con un pannello protettivo in vetro zaffiro. Secondo una recente nota arrivata agli investitori di JPMorgan Securities, infatti, Apple non avrà probabilmente a disposizione abbastanza display in vetro zaffiro in tempo per il lancio del prossimo melafonino.

Stando sempre alla nota, almeno nei primi mesi, Apple riuscirà a contare in magazzino appena 10 milioni di pannelli in vetro zaffiro; una scorta evidentemente insufficiente per affrontare la domanda iniziale, anche se destinata ad aumentare già entro il periodo natalizio.

La soluzione escogitata dagli uomini marketing di Cupertino sarebbe quindi basata su un fattore prettamente economico: considerando che un pannello in vetro zaffiro costa circa quattro volte di più rispetto a quelli in Gorilla Glass, i nuovi schermi verrebbero utilizzati solo sugli iPhone 6 di fascia alta da 64 GB o, addirittura, solo su quelli inediti da 128 GB. Dove il margine di guadagno sul taglio della memoria cresce in maniera sensibile…

Nessun iPhone 6 phablet, secondo ultime indiscrezioni. Ma..

Ogni volta che si attende un nuovo iPhone di casa Apple i rumors ci dicono tutto e il contrario di tutto: anche se nelle ultime uscite diverse fonti sono riuscite ad anticipare caratteristiche e funzioni dei nuovi melafonini, spesso le indiscrezioni al riguardo sono state contraddittorie, confuse e addirittura spiazzanti. 
 
Prendiamo, ad esempio, la notizia pubblicata un paio di giorni fa dal sito Business Insider: secondo quanto raccolto in rete dal portale, infatti, Apple non rilascerà una versione phablet dell'iPhone con schermo da 5,5 pollici, come si era ipotizzato finora. Samsung, quindi, dovrebbe tirare un sospiro di sollievo: non avere un prodotto della Mela morsicata sulla fascia ibrida rende decisamente più facili le cose per il colosso sud coreano, evitando un potenziale tracollo nelle vendite qualora arrivasse un concorrente così scomodo. 
 
Ma quali motivazioni spingerebbero Apple a rinunciare a tale mossa commerciale? Le interpretazioni sono diverse: c'è chi è convinto – come il noto analista Ming-Chi Kuo – che la produzione oggi sarebbe troppo complicata a causa del tipo di schermo e dei materiali per la costruzione della scocca. Secondo altri, invece, è probabile che Apple stia seguendo i gusti e le preferenze della propria clientela, meno interessata a prodotti ad ampio schermo come phablet e più propensa all'acquisto di uno smartphone dalle dimensioni meno ingombranti, utilizzabile anche con una sola mano.
 
Ma potrebbe anche essere una questione di tempi: un'ulteriore versione riferirebbe di un possibile ritardo nel lancio del phablet iPhone Apple rispetto alla versione da 4,7 pollici. Solo un posticipo, quindi, prima dell'esordio ufficiale del colosso di Cupertino in questa fascia inedita per la casa produttrice. Chi avrà ragione, quindi? Lo vedremo nei prossimi mesi. 

iPhone 6 fa già paura ai concorrenti

 Il colosso Apple potrebbe tornare in grande stile sul mercato della telefonia mobile con il lancio dell'iPhone 6 nelle nuove varianti smartphone e phablet: parola di molti analisti del settore, che registrano già delle forti preoccupazioni da parte delle principali case produttrici concorrenti. Davvero singolare come situazione, tenendo conto che per ora gli iPhone in questione in realtà non hanno alcuna conferma e le caratteristiche trapelate finora sono ancora frutto di rumors e indiscrezioni difficilmente verificabili al 100%. 
 
Secondo DigiTimes, uno dei siti più noti di tecnologia (anche se spesso si è rivelato poco attendibile) è convinto che i competitors della mela morsicata si stiano già preparando al “tornado iPhone”, previsto per l'autunno di quest'anno: l'obiettivo è quello di lanciare nuovi smartphone che possano arginare in qualche modo l'invasione dei melafonini nell'ultima parte del 2014. C'è chi ha addirittura deciso di cambiare la road map iniziale su alcuni devices in uscita in questo periodo e di attendere il lancio dei nuovi iPhone, per poi agire di conseguenza a seconda dell'impatto dei prodotti della Mela morsicata sul mercato. 
 
Si preannuncerebbe, quindi, un vero e proprio terremoto commerciale con i nuovi iPhone 6: il forte rinnovamento nel design, nei componenti hardware e la diversificazione delle versioni a seconda delle dimensioni dello schermo (una da 4,7 pollici e per la prima volta un phablet iPhone da 5,5 pollici, secondo i rumors), potrebbero essere la chiave di svolta per il colosso di Cupertino, dopo il modello di transizione iPhone 5S e del coloratoiPhone 5C, che non avevano certo fatto gridare al miracolo tecnologico rispetto al predecessore. 

iPhone 6: chip A8 ancora dual-core, ma oltre i 2 GHz

Prime informazioni ufficiose sul processore A8 sviluppato direttamente da Apple in esclusiva per il suo prossimoiPhone 6. 

Come riporta il sito MacRumors, la CPU manterrà il supporto ai 64 bit e l’architettura quad-core, ma rispetto al modello precendente, l’A7, potrà vantare una frequenza di clock superiore ai 2 GHz - in linea con le velocità proposte dai principali competitor nelle fascia alta del mercato. La produzione del SoC verrà questa volta affidata in gran parte alla taiwanese TSMC, mentre il processo di realizzazione sarà a 20 nm e non a 28 nm.

La scelta della Mela di puntare nuovamente su un processore dual-core - in un comparto dove anche gli entry level vantano ormai chip quad-core - sembra giustificata dal grande lavoro di ottimizzazione con la piattaforma propietaria iOS svolto dagli ingegneri di Cupertino. Una strategia premiata ogni anno in termini di performance (e di vendite!), che ha dimostrato di essere in grado di tenere testa a molte soluzioni rivali sulla carta più potenti.

Apple cambia fornitori in corsa per lo chassis dell’iPhone 6

Troppi difetti di produzione. Senza girarci attorno, Apple ha respinto gli chassis in metallo per iPhone 6 della taiwanese Catcher Technology.

Stando a quanto riportato da Digitimes, la scarsa attenzione ai dettagli mostrata da Catcher Technology avrebbe portato il colosso dell’hi-tech ad affidarsi per le scocche del suo prossimo melafonino ad altri fornitori più affermati, come Jabil e Foxconn.

I componenti contestati sembra abbiano mostrato delle imperfezioni nell’area di connessione tra le parti metalliche e quelle in plastica. Un problema probabilmente causato dal processo di anodizzazione utilizzato da Catcher Technology, che richiede almeno tre mesi per risultare infallibile. L’inconveniente costerà alla compagnia un netto calo dei profitti per il trimestre in corso. Con la Mela, insomma, non sono ammessi errori.


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