Il successo crescente di Android e la svolta open source di Symbian di questi ultimi mesi sta confermando le previsioni che molti analisti hanno fatto sul settore della telefonia mobile avanzata: il software libero dominerà tra pochi anni l’intero mercato smartphone e, a parte qualche eccezione, i terminali dotati di tali sistemi saranno in netta maggioranza a discapito dei software proprietari.
C’è comunque da dire che tra i software mobili liberi è Android quello più fortunato e promettente: ci sono, infatti, altre realtà che non sono mai riuscite ad emergere definitivamente sul mercato. Pensiamo ad esempio a LiMo (Linux Mobile), la piattaforma mobile che è stata utilizzata su diversi dispositivi mobili ma che non ha mai avuto un grosso interesse in termini commerciali e di utilizzo.
Proprio per questo motivo sembrerebbe arrivata la fine per il progetto: secondo alcuni importanti esponenti del settore, LiMo è al capolinea e i recenti flop rappresentati dai due terminali pensati per i servizi Vodafone 360, l’H1 e l’M1 prodotti da Samsung Electronics, ne sono un ulteriore conferma.
A circa tre anni e mezzo dalla sua nascita, quindi, l’alleanza LiMo potrebbe gettare la spugna e lasciare spazio a realtà open source che si sono rivelate più solide, Android in primis: Motorola, uno dei membri fondatori di LiMo, ha abbracciato ormai il robotino verde per i propri smartphone, abbandonando il progetto, così come altre grandi aziende facenti parte del gruppo.
L’unica soluzione possibile per LiMo, secondo diversi produttori di cellulari taiwanesi che hanno commentato le vicende legate al progetto, potrebbe essere la fusione con la Linux Foundation e una nuova fase di sviluppo che consentirebbe di rilanciare la piattaforma.