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13 luglio 2010 - scritto da Silvio Spina

AgCOM: oltre 500 mila euro di sanzioni a quattro società telefoniche

AgCOM
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Ancora una volta le compagnie telefoniche e le società del settore italiane entrano nell’occhio del ciclone del Consiglio dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e, anche stavolta, le sanzioni comminate raggiungono una cifra record. Ma andiamo con ordine e vediamo cos’è accaduto: l’AgCOM ha deciso di sanzionare Opitel, la società di Vodafone Italia che si occupa dell’operatore di telefonia fissa TeleTu (conosciuto inizialmente con il nome di Tele2), la stessa Vodafone e Telecom Italia. Le motivazioni non sono legate, come precedentemente, a pubblicità ingannevoli, bensì ad una serie di azioni commerciali a discapito della clientela: a quanto pare, infatti, Opitel avrebbe attivato delle offerte non richieste dagli utenti, ma soprattutto avrebbero aperto delle procedure di migrazione senza alcuna richiesta da parte dei clienti. Nel caso di Vodafone Italia, invece, la sanzione è scattata dopo il rifiuto da parte della compagnia telefonica di collaborare con l’AgCOM per verificare una situazione abbastanza grave: secondo quanto denunciato da due comitati regionali per le Comunicazioni, infatti, BT Italia (anch’essa sanzionata) avrebbe ostacolato due utenti nel passaggio ad un altro operatore. Telecom Italia, invece, è stata multata per aver bloccato un’utenza senza alcuna motivazione plausibile. Una situazione che, come si può notare, mostra un lato delle compagnie telefoniche che, purtroppo, non vorremmo mai vedere: la libertà di scelta degli utenti è stata messa in discussione, se non addirittura negata, attraverso scelte strategiche e commerciali tutt’altro che legali, che fanno riflettere sullo stato di salute del mercato mobile nostrano. Anche questa volta, però, l’Autorità Garante ha punito con severità le azioni denunciate: 30 mila euro per Vodafone, oltre 41 mila euro per BT Italia, 58 mila euro per Telecom Italia e oltre 423 mila euro per Opitel. Più di mezzo milione di euro in totale, che si aggiunge al resto delle multe collezionate dai vari carrier in questi anni. La domanda, come accade quando ci si trova di fronte a tali vicende, è sempre la stessa: servirà a qualcosa? Le compagnie opteranno per un atteggiamento più trasparente e maggiormente orientato alla clientela? Dopo tanti casi simili, le speranze sono ormai poche.

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