La settimana scorsa i dirigenti di Apple avevano dichiarato che il numero di iPhone sbloccati fosse significativo senza, tuttavia, foire numeri ma la maggior parte degli analisti ha stimato la fetta in meno del 20%. Un numero più alto di iPhone sbloccati è motivo di preoccupazione per Apple, perché ciò equivale a una riduzione dei compensi di servizio da AT&T, ricavo che ha un alto margine lordo e che ha alimentato l’ottimismo sui guadagni potenziali.
Per esempio, spiega Sacconaghi, analista di Bestein Research, se Apple raggiungesse l’obiettivo di vendere 10 milioni di iPhone entro la fine dell’anno fiscale 2008 ma il 30% di essi fossero sbloccati (non genererebbero la “service fee” di AT&T), i ricavi sarebbero minori di 500 milioni di dollari e i profitti sarebbero inferiori del 37% per azione rispetto alla previsione. D’altro canto, il rischio di usare la mano dura per impedire lo sblocco dei telefonini sarebbe invece quello di compromettere le vendite.
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