Accordo raggiunto tra le autorità saudite e la società canadese Research In Motion (RIM) per evitare il blocco dei servizi Blackberry nel regno wahabita. Dopo la minaccia di Riad di bloccare il servizio per problemi di sicurezza, la RIM ha accettato di installare un server in Arabia Saudita, accessibile da parte delle autorità giudiziarie del paese che potranno monitorare, in caso di richiesta, la posta dei 750 mila utenti locali del celebre smartphone.
Nei giorni scorsi il responsabile delle telecomunicazioni degli Emirati, Mohammed al-Ghanenm aveva dichiarato: “I dati vengono esportati fuori dai confini nazionali e possono essere utilizzati da stranieri per operazioni commerciali”. Il problema centrale della questione, infatti, è la gestione delle informazioni. Al momento i pacchetti degli utenti BlackBerry sono veicolati tramite server RIM che non risiedono nei paesi arabi, sfuggendo quindi a qualsiasi controllo da parte delle autorità. Le informazioni degli utenti iPhone o Nokia, invece, sono gestite dagli operatori locali ed è per questo che il provvedimento ventilato da giorni non li vedeva tra i protagonisti.
Ad ogni modo la polizia non potrà sorvegliare i messaggi scambiati in tempo reale, ma potrà richiederli ed accedervi a posteriori. La RIM, a questo punto, pur di non perdere il mercato arabo e asiatico (identiche richieste sono state formulate anche da Libano, India e Indonesia) potrebbe decidere di installare server in ognuno dei Paesi che desidera esercitare maggiore controllo sulla messaggistica Blackberry.