Nonostante la crisi economica e finanziaria degli ultimi anni, il settore della telefonia mobile è riuscito a reggere in maniera più che buona, soprattutto se si tiene conto del mercato smartphone: la telefonia avanzata ha registrato un altissimo tasso di crescita e sono sempre di più gli utenti che preferiscono spendere qualcosa in più per avere un terminale che abbia features moderne e complete, un sistema operativo e, quindi, la possibilità di personalizzare il device aggiornando e installando nuovi applicativi. Tantissimi gli smartphone attualmente in mano agli utenti, forse anche troppi: secondo quanto dichiarato ieri da Corrado Calabrò, il presidente dell’Autorità Garante per le Comunicazioni, “con il tasso annuale di diffusione degli smartphones, la nostra rete rischia il collasso”. Calabrò ha aggiunto, inoltre, che le idee su possibili cambiamenti e potenziamenti della rete mobili ci sono ma nella maggior parte dei casi restano, appunto, solo teoriche e non concretamente messe in pratica, mettendo a rischio la stabilità dell’intero sistema comunicativo mobile. Un monito che mette in guardia dal crescente divario tra i prodotti disponibili, sempre più avanzati e numerosi, e le infrastrutture a cui si appoggiano tali dispositivi, nella maggior parte dei casi obsolete o non sufficientemente adatte ad offrire un servizio sicuro e perfettamente funzionante qualora il trend di crescità continuasse cosi o, addirittura, crescesse. Le parole di Calabrò sono state riprese dai mass media e sono apparse nella stampa di settore e non, aprendo un problema di cui non sempre si discute concretamente anche se, ad onor del vero, non tutti la pensano allo stesso modo: secondo Franco Barnabè, l’amministratore delegato dell’operatore telefonico leader del nostro paese, Telecom Italia, il rischio di un collasso della rete mobile non è un problema reale in Italia. Barnabè ha specificato che la sua compagnia, cosi come le altre aziende concorrenti, stanno lavorando già da tempo per rinnovare le infrastrutture e rendere l’intero sistema più performante e moderno, attraverso l’utilizzo della fibra ottica e di altre tecnologie più adatte a “sopportare” la pressione rappresentata dagli smartphones, decisamente più “affamati” di dati rispetto ai normali telefoni cellulari. In effetti ancora il sistema mobile italiano non ha dato segni di cedimento: si spera, quindi, che le parole di Calabrò siano soltanto un monito affinchè si velocizzi il processo di rinnovamento delle infrastrutture, senza nessun problema per gli utenti.
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