Le applicazioni, i software e le funzionalità che sfruttano la presenza del chip GPS sugli smartphone di oggi sono sempre di più e offrono dei servizi interessanti, personalizzati e maggiormente mirati a seconda dei nostri movimenti e delle nostre abitudini di spostamento. Una caratteristica, questa, che rende più comoda la vita degli individui ma che, come si può facilmente immaginare, ha dei risvolti abbastanza seri e per molti aspetti preoccupanti, primo fra tutti il problema della privacy.
La condivisione della propria posizione in rete, attraverso social network, programmi o quant’altro ha aperto numerosi dibattiti sull’argomento: qual è il limite? La libertà di condivisione potrebbe essere un problema? Sulla carta sembrerebbe di no, dato che sono gli utenti stessi, senza nessuna costrizione, a diffondere tali informazioni. Ma che ne pensate se una grande casa commerciale comunicasse i dati di localizzazione dei propri clienti ad aziende terze per fini commerciali?
E non si tratta di un caso ipotizzato: la californiana Apple, infatti, ha annunciato un cambiamento delle proprie politiche sulla privacy, specificando che la localizzazione avrà uno scopo prettamente pubblicitario, per conoscere i gusti, le abitudini e le esigenze degli utenti. Non verrà intaccata, invece, la sfera strettamente privata e, quindi, tutti i dati sensibili.
Nonostante il boom dei social network e del Web 2.0 abbia aperto notevolmente gli individui alla condivisione del proprio stato personale, sociale e ideologico, si tratta pur sempre di una volontà stessa delle persone a voler fare ciò. In questo caso, invece, è un gruppo commerciale a raccogliere informazioni al riguardo, ed è abbastanza comprensibile che siano in tanti a storcere il naso.
La parte del contratto dedicata al tema e modificata con l’arrivo del nuovo sistema iOS 4 specifica che Apple, con l’accettazione del contratto, potrà servirsi di dati precisi sulla localizzazione raccolti su qualsiasi dispositivo Apple “localizzabile”, al solo scopo di migliorare i servizi della casa produttrice per la clientela stessa. Lungi da mettere in discussione la buona fede di un’azienda, i dubbi su questo tipo di strategie commerciali, però, permangono e sono in tanti a chiedere informazioni in più sul tema.
È possibile che le modifiche sulla privacy siano legate all’arrivo di iAd, il nuovo servizio di advertising mobile annunciato da Steve Jobs durante la presentazione del nuovo melafonino. Vedremo, quindi, se e come i clienti accetteranno di buon grado di essere localizzati, seppur a soli fini commerciali, dal proprio dispositivo e in qualsiasi momento della giornata.