Non è un mistero che Hewlett Packard e Microsoft siano legati tra loro da importantiaccordi commerciali: ancor prima dell’acquisizione di Palm, HP si era detta entusiasta di poter collaborare con la casa di Redmond e aveva annunciato di essere al lavoro su nuovi smartphones dotati di sistema operativo Windows Phone 7, la nuova piattaforma sviluppata dal colosso informatico che farà il suo esordio commerciale a fine anno.
Ma le cose, a quanto pare sono cambiate parecchio e le parole pronunciate nelle scorse ore in un’intervista dal vice presidente esecutivo di HP, Todd Bradley, ne sono una prova evidente: “Il nostro intento ora è di concentrare tutte le risorse e rendere WebOS il miglior sistema operativo possibile”. Questo non significa la fine della collaborazione tra l’azienda e Microsoft: gli accordi permangono e in alcuni casi Windows Phone 7 potrebbe anche essere utilizzato. Secondo le indiscrezioni diffuse in rete, ad esempio, il tablet Slate potrebbbe uscire in due versioni differenti, una dotata di sistema WebOS, per la clientela consumer, e una seconda pensata essenzialmente per un target manageriale e business, con software WP7.
Quello che appare certo, però, è che HP dedicherà la maggior parte dello spazio dell’offerta mobile a WebOS e non a Windows Phone 7: l’acquisto di Palm è un nuovo punto di partenza per la società di Palo Alto e il sistema sviluppato dal gruppo nord americano è troppo promettente per essere abbandonato del tutto.
L’insuccesso di prodotti come il Palm Pre o il Pixie non sono certo da imputare ad una scarsa qualità dei modelli o a un software non all’altezza: le strategie commerciali e di marketing del gruppo hanno contribuito ad avere scarsi risultati rispetto agli entusiasmi degli esordi ma HP – e non solo essa – è convinta che un rilancio della piattaforma nelle modalità più corrette potrebbe avere l’attenzione e i risultati che meritano.